Visualizzazione post con etichetta smartphone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta smartphone. Mostra tutti i post

Servizi a pagamento sullo smartphone: come difendersi

martedì 18 agosto 2020

 Meteo, giochi, oroscopi e suonerie: tutto a pagamento. Quante volte li hai attivati per sbaglio, o hai visto il tuo credito diminuire senza ricordare di aver mai attivato nulla. Da qualche mese però, attivare servizi a pagamento è diventato più difficile e il consumatore ha più strumenti per difendersi. Ecco quali sono.


Sarà capitato a tanti, almeno una volta, di essersi ritrovati un abbonamento a un servizio premium sullo smartphone senza rendersene conto: meteo, oroscopi, suonerie, giochi e così via, il tutto con un costo di vari euro al mese, spesso senza riuscire a ricordare di averli sottoscritti. Colpa anche della facilità con cui fino a qualche mese fa era possibile attivarli: un clic distratto su un tasto (che magari recita “Hai vinto!”) e l’abbonamento è attivato. 

Le cose ora dovrebbero essere cambiate quanto a trasparenza, grazie a un nuovo codice di autoregolamentazione proposto dalle stesse compagnie telefoniche e dai fornitori dei servizi stessi, ma approvato anche dall’Agcom, l’Autorità Garante per le Comunicazioni. Un'approvazione che di fatto vincola le compagnie e i fornitori di servizio al rispetto di questo codice di condotta.

Cosa prevede il nuovo codice
Tra i cambiamenti c’è il fatto che la promozione di questi servizi a pagamento deve avvenire con una procedura che prevede un doppio clic: un primo “Clicca e conferma” per l’adesione alle condizioni del servizio e un secondo con un tasto, ben visibile, “Clicca e abbonati” o “Clicca e acquista”. Per l’attivazione tramite SMS, il consumatore deve inviare un messaggio di testo (mai vuoto) al numero dedicato (es. 48xxxx o 47xxxx) e ricevere un SMS gratuito di conferma.

Reminder e addebito periodico
I clienti che si abbonano devono inoltre ricevere ogni 30 giorni un reminder che gli ricordi di avere attivo il servizio; l’addebito del relativo costo deve essere effettuato periodicamente nel periodo di competenza (ad esempio entro la settimana, entro il mese) e se per qualsiasi ragione non va a buon fine non possono essere cumulati con quelli del periodo successivo.

Un numero verde per chiedere la disattivazione
Per conoscere i servizi premium attivi sul proprio numero e per chiederne la disattivazione i consumatori possono rivolgersi al numero gratuito 800442299, chiamando dall’utenza su cui è attivo il servizio premium: l’assistenza è attiva 7 giorni su 7 con orario 0-24 tramite risponditore automatico, con operatore tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00. Per i servizi one shot è possibile contattare anche il servizio clienti del provider o del proprio operatore telefonico; in qualsiasi momento si può richiedere all’operatore di bloccare l’attivazione dei servizi premium tramite la cosiddetta procedura di "barring". 

>>>>>>>>>>>>>>>>>Batteria per Telefoni Cellulari

Smartphone in acqua, come rimediare

 Il telefonino ci cade in piscina oppure versiamo un bicchiere d’acqua e lo inondiamo. Niente panico: basta seguire qualche semplici dritte per asciugarlo correttamente ed evitare il peggio. Se, invece, siamo noi a volerci portare il cellulare in acqua, meglio optare per una custodia impermeabile. 


Per capire qual è il cellulare più adatto alle tue esigenze puoi “immergerti” nel nostro test, tieni presente, però, che anche il miglior telefono potrebbe non resistere agli effetti di un’accidentale caduta in acqua. Una custodia impermeabile potrebbe senz’altro essere utile per proteggerlo, soprattutto di questi tempi in cui non riusciamo a rinunciare al nostro cellulare neanche a bordo piscina o in riva al mare. 

Custodie impermeabili: tanti formati
Le custodie impermeabili possono avere diverse forme: alcune sono membrane che vanno calzate sul telefono quasi come una seconda pelle (comode, ma non hanno ingressi per le cuffie né per un laccetto), alcune – le più care – sono rigide, ma la maggior parte è formata da sacchetti di plastica relativamente ingombranti in cui infilare il telefono. Almeno uno dei due lati è trasparente e consente di usare il touch screen dello smartphone (funziona bene all’asciutto, con più difficoltà quando sono immerse nell’acqua).

Ce ne sono fondamentalmente di due tipi: solo antischizzo e quelle restanti totalmente “immergibili” a diverse profondità. Possiamo consigliarti senz’altro di preferire le seconde alle prime, visto che il prezzo è pressoché lo stesso, ma la protezione aumenta: con le custodie completamente immergibili è possibile, in base al modello, entrare in acqua con il telefono per fare foto o per ascoltare musica, anche a diversi metri di profondità. 

Consigli utili
Ecco alcuni semplici trucchi per un corretto utilizzo della custodia.

Ciclicamente prova la custodia mettendoci dentro un fazzoletto di carta per verificare che non si bagni
Prima di immergerti in acqua accertati sempre di aver chiuso la custodia secondo le istruzioni
Una volta fuori dall’acqua asciuga accuratamente la custodia prima di estrarre il telefono
Una volta utilizzata, lava la custodia con acqua corrente

Niente custodia impermeabile? Il cellulare si bagna accidentalmente? Non tutto è perduto: ci sono alcuni semplici consigli che puoi seguire per evitare di doverlo buttare.

Cinque preziosi consigli
· Sii tempestivo
Salva il cellulare prima che “affoghi”. Inutile negarlo, per farlo tornare a funzionare avrai bisogno anche di un po’ di fortuna: per cui riuscire a tirarlo fuori dall’acqua nel minor tempo possibile aiuterà senz’altro. Recuperarne il funzionamento sarà più semplice se si è bagnato con acqua dolce.
· Non lo accendere
È probabile che dopo essersi bagnato il cellulare si sia spento. Non provare ad accenderlo: potresti provocare un cortocircuito e danneggiare qualche componente.
· Smontalo e asciugalo
Togli batteria, sim e scheda di memoria, poi asciuga ogni componente con un panno. Infine lascia che si asciughi completamente all’aria. Non usare mai asciugacapelli, ventilatori o termosifoni.
· Abbi pazienza
Devi aspettare almeno 24 ora prima di rimontare il telefono. Se ancora non funziona, aspetta altre 24 ore.
· Chiedi aiuto al servizio tecnico
Se tutto ciò che ti abbiamo consigliato non ha ancora risolto il problema, porta il telefono al servizio tecnico. Se speri di poter usufruire della garanzia dicendo che non sai perché ha smesso di funzionare, hai poche speranze: molti telefoni hanno all’interno un’etichetta adesiva che cambia colore quando si bagna. Sarà facile capire le ragioni del problema e – in questo caso – si perde la garanzia per mal utilizzo del dispositivo.

Una delle ultime mode, che potrebbe risolvere preventivamente il problema di un'immersione accidentale del cellulare, è avere un telefonino “waterproof” (resistente all’immersione in acqua).

Nononostante questa caratteristica tecnica è bene comunque avere alcuni accorgimenti.
· È sempre necessario che tutti gli ingressi del telefono siano sigillati con tappi che limitano le infiltrazioni
· Le prove superate da questi telefoni sono limitate all’acqua potabile. Con l’acqua salata di mare non è detto che i risultati siano gli stessi
· Una cosa è che possano essere immersi senza rompersi, un’altra - molto differente - è che si possano utilizzare sott’acqua: meglio non schiacciare nessun pulsante in questi casi, perché del liquido potrebbe infiltrarsi all’interno del dispositivo e danneggiarlo.

Acquista online batterie per telefoni cellulari. Soluzioni compatibili per Samsung, Apple, Huawei e molto altro. Consegna Rapida. 100% Nuovi e garantiti 12 mesi per alimentare senza rischi i vostri telefoni cellulari.

Come pulire e disinfettare lo smartphone

mercoledì 29 luglio 2020

Durante le nostre giornate, lo smartphone rappresenta un fedele compagno di viaggio che portiamo dappertutto e che ci fa "compagnia", qualsiasi cosa facciamo. Ecco perché questo prezioso oggetto tecnologico entra in contatto con varie superfici, oltre che con le nostre mani, magari quando sono sporche o unte. In tutti questi casi, si rende pertanto necessario un periodico intervento di pulizia e disinfezione dello stesso, in modo da eliminare tutti i batteri che si annidano sul dispositivo e che potrebbero creare non poche problematiche alla nostra salute. In questa guida vogliamo dunque illustrarvi come pulire e disinfettare lo smartphone in modo semplice, rapido e sicuro. Vediamo come occorre procedere.

Scollegate il telefono da qualsiasi caricatore esterno
Prima di iniziare con la pulizia, è assolutamente necessario staccare e scollegare il telefono da qualsiasi caricatore esterno. La pulizia si dovrà effettuare a telefono rigorosamente spento. In secondo luogo, prima di passare alla disinfezione, assicuratevi che lo smartphone non sia più caldo e che la sua intera superficie si sia dunque completamente raffreddata. Atteso il tempo necessario affinché si verifichino tutte queste condizioni, potrete rimuovere la cover. Sarà ora possibile passare alla pulizia.

Effettuate la disinfezione
Preparate dunque un panno che non sia abrasivo ed imbevetelo con una piccola quantità di alcol tradizionale. In alternativa, potreste anche prendere un panno morbido privo di lanugine e applicarvi sopra una modica quantità di alcol medico. A questo punto dovrete pulire con estrema delicatezza lo schermo, i lati e la parte posteriore dello smartphone, con movimenti che vadano dall'alto verso il basso. Ricordatevi, nella pulizia, di non toccare però le aree attorno alle porte di collegamento al caricatore e alla luce del flash della fotocamera integrata.

Applicate un detergente spray
La vostra operazione di pulizia e disinfezione dello smartphone si può dire quasi conclusa. Ricordatevi tuttavia di attendere almeno 5 minuti prima di riaccendere e dunque utilizzare il dispositivo. Vi raccomandiamo poi di non usare altri disinfettanti in aggiunta all'alcol e di non spruzzare questa sostanza direttamente sul telefono. Lo spray alcolico è infatti infiammabile e potrebbe dunque danneggiare il dispositivo. Durante l'azione di pulizia e disinfezione, ricordatevi di stare sempre lontani da fonti di calore o elettriche. Qualora doveste notare che il display dello smartphone si fosse leggermente opacizzato a causa dell'applicazione dell'alcol, potrete facilmente risolvere il problema spruzzando sul display una piccola quantità di liquido spray per la pulizia dei cellulari, facilmente reperibile presso tutti i negozi specializzati nella vendita degli smartphone.

Acquista online batterie per telefoni cellulari. Soluzioni compatibili per Samsung, iPhone, Huawei e molto altro. Consegna Rapida. 100% Nuovi e garantiti 12 mesi per alimentare senza rischi i vostri telefoni cellulari.

Migliori smartphone per giocare: Quale comprare?

martedì 7 luglio 2020

Per farla breve, uno smartphone da gaming permette di avere in tasca un telefono performante sotto ogni aspetto. Ricordiamo sempre che questi dispositivi vengono creati col preciso scopo di fornire prestazioni al top e che – viceversa – ci sono in commercio telefoni che non rientrano nella categoria gaming, ma che possono essere utilizzati per lo scopo. Si tratta di telefoni che hanno subito un processo di ottimizzazione eccellente, e che si sono rivelati top della loro categoria sotto tutti gli aspetti o quasi.

Red Magic 5G: la novità del settore
Forse Nubia non è uno dei brand maggiormente apprezzati nel nostro paese, a causa dello strapotere di alcune majors, e del marketing non proprio eccellente. Eppure l’azienda ha sfornato in questi anni delle vere chicche tecnologiche. Per il nuovo ordinamento elettronico, ovvero il 5G, Nubia ha deciso di non rimanere indietro, e presentare Red Magic. Si tratta di uno smartphone pensato sostanzialmente per il gaming, con alcune features da vero fuoriclasse.

A partire dal processore, che ovviamente dovendo avere supporto al 5G si tratta dello Snapdragon 865. Un chipset di ultima generazione con una frequenza di clock davvero alta, che nel caso di Red Magic viene unito a 8GB di RAM e 128GB di memoria interna UFS 3.0 di ultima generazione. La velocità del processore permette anche di mantenere il refresh rate dello schermo altissimo. Red Magic 5G infatti è ad oggi lo smartphone più economico in commercio con schermo a 144hZ. Questo perché, dato che si tratta comunque di un telefono per il gaming, occorreva uno schermo che supportasse i cambi repentini di immagine, scaling e seghettatura. Lo schermo in sé per sé invece è un bellissimo pannello da 6.65 pollici AMOLED con 16milioni di colori e densità di 388ppi.

Uno schermo a doppia curvatura, con notch superiore e bordature abbastanza morbide. Il retro in ceramica e vetro lascia scoperto un back davvero appariscente, con il logo Red Magic che cambia elettronicamente la sua luce. Niente da dire anche sul comparto foto, con un obbiettivo principale da 68MP affiancato ad un grandangolo ed una lente bokeh. Red Magic 5G viene proposto a circa 700 euro, un prezzo da fuoriclasse che gli fa guadagnare almeno per il momento il titolo di smartphone da gaming più interessante del 2020, in attesa di altri modelli che usciranno nei prossimi mesi e che promettono altrettante faville.

>>>>>>>>>>>>>>ZTE Nubia My Prague NX513J M5M Batteria del Li3821T44P6h3342A5
>>>>>>>>>>>>>>Nubia Z7 mini NX507J Batteria del Li3823T43P6hA54236-H

Motorola One Vision: economico non significa superato
Iniziamo la nostra classifica con un entry level di tutto rispetto. Motorola One Vision si presenta con un bellissimo schermo da 6,3 pollici interrotto solamente dalla capsula fotografica di Samsung incastonata all’interno del notch a goccia. Schermo ad alta risoluzione, che si spinge fino al Full HD con 16 milioni di colori e tecnologia IPS. Questo significa non solo colori vivi, ma anche un minor consumo della batteria. Completano il pacchetto un processore 8 core da 2 GHz e 4GB di RAM accoppiati a 128GB di memoria interna. Il comparto fotografico consta di un obbiettivo principale da 48MP e di un secondario frontale da 5MP.

Si tratta di un telefono completo sotto tutti i punti di vista, compresa la batteria, che è da ben 3500 mAh. Nel complesso come si comporta Motorola One Vision? Abbastanza bene anche nel gaming, nonostante la presenza di un processore buono, ma di brand Exynos. Ciò significa potenza ok, ma non sufficiente per giochi evolutissimi. Anche il processore grafico soffre un po’ e la memoria flash lagga nei momenti di massimo carico. Stiamo comunque parlando di un telefono che viene venduto a meno di 270 euro, il che lo pone in fondo alla nostra classifica come alternativa economica per chi cerca uno smartphone per giocare. Magari non il migliore, ma sicuramente ottimo per cominciare. A meno di 300 euro, un super-affare.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>Batteria Per Telefoni Cellulari Motorola

OnePlus 7 Pro: una spanna al di sopra degli altri ma con riserva
Arriviamo a colui che è stato definito uno dei flagship, ovvero il nuovo modello firmato OnePlus. SI tratta del settimo modello proposto dalla startup disponibile anche in versione Pro. Non è uno smartphone da gaming, ma meritava di finire nella nostra classifica per le caratteristiche uniche nel suo genere. Si tratta di un telefono che ha fame di dati. Partiamo col bellissimo schermo da 6 pollici AMOLED Full HD, con colori belli e vivi da osservare. Notevolissima è la frequenza di aggiornamento che viene fissata dall’azienda a ben 90 Hz.

Ecco perché merita di finire nella nostra classifica! Ma non è tutto: c’è lo Snapdragon 855 a fare da timone a questa nave d’assalto, unito a 6GB di RAM e 128GB di memoria interna. Non esistono ottimizzazioni ad hoc per il gaming su questo smartphone, ma le sue caratteristiche tecniche e soprattutto l’ottimo lavoro di ottimizzazione, permettono a OnePlus 7 e 7Pro di rientrare tra i migliori smartphone per giocare sulla piazza. Viene meno di 800 euro nella versione Pro da 12/256 GB. Vale il doppio. Altrimenti c’è il One Plus 7 standard: ugualmente una bomba a 600 euro.

>>>>>>>>>>>>>>>>>Batteria Per Telefoni Cellulari Oneplus

iPhone XS Max: non economico ma sicuramente unico per giocare
Non è una notizia nuova che i prodotti Apple non siano il massimo per il gaming, sia in campo PC che in quello smartphone. Eppure il modello più grande diiPhone merita di finire nella nostra classifica dei migliori smartphone da gaming. Perché? Parliamo di un telefono per giocare completo sotto tutti i punti di vista, e che se anche non è stato progettato per giocare incarna dentro di sé tutte le caratteristiche che il gaming phone dei sogni dovrebbe avere. A partire dall’enorme schermo, un bestione da 6,5 pollici OLED con una densità di 446 ppi. Ciò significa che, oltre alla risoluzione alta, avremo una gamma di colori che troviamoin pochi altri telefoni. Parliamo di uno smartphone che fa dell’appariscenza la sua bandiera, e dell’ottimizzazione il suo cavallo di battaglia.

Apple ha lavorato molto su questo telefono, riuscendo a spremere al massimo il suo processore nativo, l’Apple A12 Bionic, unito a 4GB di RAM e ben 512GB di memoria interna. Come sappiamo i telefoni della mela non hanno mai avuto molta memoria RAM: questo perché l’ottimizzazione è fatta veramente bene. Perché lo possiamo considerare un gaming phone? Sicuramente per il suo bellissimo schermo che in alcun titoli come racing o sparatutto farà la differenza. Poi, come già detto, per le ottimizzazioni. Lo store Apple non abbonda di titoli, ma quelli che ci sono sono tutti molto giocabili. Apple poi, pare ci stia puntando molto sul gaming. Staremo a vedere. Viene sui 1300 euro su Amazon (dove risparmiare qualche centinaio di euro).

>>>>>>>>>>>>>>Batteria Per Telefoni Cellulari Apple

Black Shark 2: lo sharnknado dei gaming phone
Arriviamo alla seconda posizione della nostra classifica dei migliori smartphone per giocare. Targato Xiaomi, il gaming phone promette di fare faville. Nonostante sia già stata annunciata la variante pro, il Black Shark 2 incarna alla perfezione lo stile di un gaming phone. A partire dal design, aggressivo e tamarro, linee spigolose verdi e nere che si intrecciano fra loro. Scatena tutta la sua potenza quando lo si spreme a dovere e il potente Soc Snapdragon 855 dà il meglio della sua fame di energia. Accoppiato a una RAM da 6GB e ad una GPU Adreno 640 di ultima generazione, Xiaomi Black Shark teme pochi rivali a confronto. L’azienda ha fatto un lavoro ottimo per quanto riguarda la modalità gioco, che sblocca tutti i moltiplicatori del processore portandolo alla massima potenza e garantendo anche una resa delle immagini high level.

Come se non bastasse abbiamo a disposizione uno schermo da 6,39 pollici Full HD AMOLED ed una risoluzione pazzesca data dal bilanciamento dei colori che Xiaomi ha studiato per questo modello. Come in ogni gaming phone che si rispetti, è possibile agire su tutte le componenti interne ed esterne, per non parlare dei vari accessori annunciati per la seconda versione, come il joystick portatile, le casse amplificate e una batteria aggiuntiva che si va a sommare ai 4000 mAh in dotazione. LED colorati sul retro ed una linea poco sobria ma bella da vedere, ne fanno un telefono per giocare adatto a chi cerca la fascia alta a un prezzo onesto.

>>>>>>>>>>>>>>>>Xiaomi Black Shark Gaming SKR-A0 Batteria del BS01FA

ASUS ROG Phone 2: lo space shuttle dei gaming phone
Siete pronti ad un viaggio siderale fra i confini della tecnologia? ROG Phone 2 è qui per dimostrarvi tutta la sua potenza. Già il primo modello di questa famiglia incarnava dentro di sé tutto ciò che si può chiedere ad uno smartphone da gaming, ed anche il modello 2019 non è certo da meno. Schermo da 6,40 pollici con risoluzione Full HD Plus, tecnologia AMOLED ed una ottimizzazione dei colori che sfiora la perfezione, questo grazie anche alla GPU performante.

La vera novità di ROG Phone 2 però è nascosta al centro del motore, perché il nuovo arrivato di ASUS è fra i primi telefoni a montare il nuovissimo Snapdragon 855 plus, una versione migliorata ed ancora più potente del precedente modello. ASUS ha lavorato sodo per rendere ROG Phone 2 il massimo della sua categoria, ed ecco che ci ritroviamo 12GB di RAM e 512GB di memoria interna che ospiteranno tutti i nostri titoli preferiti. In assoluto tra i migliori smartphone per giocare.

ASUS ha già annunciato moltissimi accessori per questo modello, fra cui spiccano il rugged LED case con batteria integrata, il nuovissimo joystick e un’unità di raffreddamento aggiuntiva. La scocca di ROG Phone 2 infatti è spessa e molto pesante, laddove vi sono state inserite ventole e dissipatori passivi per il raffreddamento. Oltre al processore di nuova generazione, ROG Phone 2 integra un display con un refresh rate che è stato portato a 120 Hz, mai visti prima di ora su un telefono. Oltre a ciò abbiamo jack audio, 4 antenne WiFi, doppia porta USB C e molto altro ancora.

Non è ancora stato definito ufficialmente il prezzo, ma ci sono già state migliaia di prenotazioni in Cina per il lancio che dovrebbe avvenire a Settembre. Uno smartphone estremo sotto tutti i punti di vista, che sia nel campo dei gaming phone che dei telefoni normo dotazione ha ben pochi rivali. Buono anche il comparto fotografico, preso di peso dall’altrettanto eccellente Asus Zenfone 6. Stay tuned.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>Batteria Per Telefoni Cellulari Asus

5 trucchi dello smartphone che non conosci

venerdì 19 giugno 2020

Lo smartphone è diventato il nostro compagno di vita, lo utilizziamo dal risveglio al mattino fino alla notte, quando guardiamo i social o gli ultimi messaggi della giornata, prima di dormire. Ci affidiamo a lui per rimanere in contatto con amici e famiglia, ma anche per giocare online oppure fare shopping. Per questi motivi è fondamentale farlo durare a lungo, soprattutto se ci troviamo bene e non vogliamo sostituirlo con un altro modello. Ma quali sono le soluzioni per allungare la vita dello smartphone? Bisogna conoscere alcuni trucchi per la manutenzione ordinaria: ecco quali sono.

Il primo segreto per preservare la longevità dello smartphone è quello di non saltare gli aggiornamenti del sistema operative e delle applicazioni. Questi update hanno enormi vantaggi, per esempio permettono di correggere bug o altri problemi di sicurezza e spesso includono nuove funzionalità che rendono l’app più interessante e facile da usare. Inoltre, migliorano le prestazioni, rendendo lo smartphone più veloce. Sia Android che Apple offrono aggiornamenti automatici delle applicazioni.

Gli smartphone hanno una quantità limitata di memoria e spazio di archiviazione, per migliorare le loro performance e farli vivere a lungo occorre tenere questo spazio libero, riducendo il numero di file e applicazioni installate. Eliminare periodicamente contenuti doppi o inutilizzati permetterà al telefono di funzionare meglio. Senza contare che molte applicazioni continuano a lavorare “dietro le quinte” anche quando non sono usate, usando così risorse preziose e rallentando il telefono. Per ricordarti di eliminare le applicazioni puoi effettuare un controllo una volta al mese, analizzando quali sono state installate di recente e se vengono utilizzate.

Dopo aver pensato alle app, occupiamoci dell’hardware. Naturalmente è fondamentale scegliere una cover resistente che protegga da eventuali colpi e cadute. Oggi il mercato offre custodie di ogni tipologia, materiale e dimensione. Molte sono trasparenti e quindi perfette per i puristi dello smartphone, perché lasciano intravedere il design, le curve e il colore. Oltre alla corver è fondamentale applicare sul display una pellicola, preferibilmente in vetro temperato. Questo materiale, infatti, garantisce un’ottima protezione e permette al telefono di vivere più a lungo.

Esistono diversi miti legati alla batteria e alla sua manutenzione. Lasciare che il telefono esaurisca completamente la carica e si spenga non è assolutamente consigliato, così come è preferibile caricarlo all’80% e non al 100%. Inoltre, non bisogna esporre il telefono al sole o causare in altri modi il surriscaldamento della batteria. La batteria è uno dei componenti più importanti, infatti anche i produttori negli ultimi anni si stanno concentrando per migliorare le sue prestazioni. Spesso infatti è la prima a rovinarsi, ma il problema può essere risolto sostituendo solo il componente invece di acquistare un nuovo telefono.

Il backup non contribuisce a mantenere il telefono in vita più a lungo, ma sicuramente permette di avere tutti i dati a disposizione quando questo smetterà improvvisamente di funzionare. Molte persone non eseguono questa operazione, perdendo così enormi quantità di dati, conservate negli anni solo all’interno dello smartphone. Per fare il backup su iPhone occorre che il backup iCloud sia attivo, attraverso le Impostazioni. Per farlo bisogna entrare nelle Impostazioni, premere sul proprio nome e poi su iCloud e infine su Backup iCloud assicurandosi che il pulsante sia su ON. Per quanto riguarda Android, cambia in base al telefono, ma in generale basta accedere a Impostazioni>Google> Backup.

>>>>>>>>>>>>>Batteria Per Telefoni Cellulari

Come saranno gli smartphone del 2020? Con lo schermo curvo

mercoledì 4 dicembre 2019

Come saranno gli smartphone del 2020? Ecco le caratteristiche che avranno i dispositivi in uscita il prossimo anno.

I produttori di smartphone sono concentrati nella progettazione e nello sviluppo dei dispositivi da lanciare nel 2020. L’anno che sta per concludersi ha portato alcune novità importanti nel mondo degli smartphone: si sono visti i primi dispositivi pieghevoli (Galaxy Fold), le prime fotocamere da più di 100 Megapixel (Xiaomi Mi Note 10) e design sempre più estremi, come ad esempio quello del Pixel 4 e dell’iPhone 11 che si caratterizzano per la presenza di un bumper quadrato nella parte posteriore.

Cosa dobbiamo aspettarci dagli smartphone 2020? Quali saranno le principali novità nelle caratteristiche e nel design? Cosa si inventeranno i produttori per diventare sempre più iconici? Dalle indiscrezioni raccolte in Rete nelle ultime settimane possiamo affermare con grande certezza che una delle componenti su cui si concentreranno maggiormente i produttori sarà lo schermo. Sono oramai diversi anni che il display è diventato il luogo dove combattere la battaglia per conquistare il trono di miglior smartphone dell’anno. Nel 2020 gli schermi degli smartphone diventeranno sempre più curvi. Se finora abbiamo visto telefonini con solo due lati arrotondati, gli smartphone 2020 avranno ben quattro lati curvi.

Cosa cambierà nell’utilizzo quotidiano? Difficile dirlo, ma potrebbe diventare più semplice l’uso degli smartphone con una sola mano, grazie alla possibilità di sfruttare anche i bordi per lanciare le applicazioni, rispondere alle chiamate o mettere in pausa una chiamata. Ecco cosa ci dobbiamo aspettare dagli smartphone 2020.

Lo smartphone 2020 avrà lo schermo curvo
Sarà lo schermo una delle caratteristiche su cui si concentreranno gli sforzi dei produttori di smartphone. In questo 2019 ci sono state diverse novità: Samsung ha lanciato il design con il foro sul display, si sono visiti i primi dispositivi con la fotocamera pop-up nascosta nella scocca dello smartphone e il notch è diventato sempre più piccolo fino a diventare poco più grande di una goccia. Il 2019 verrà ricordato anche per essere l’anno dei primi smartphone flessibili: il Galaxy Fold ha tracciato la strada e nei prossimi mesi/anni vedremo come si evolverà questo nuovo mercato.

Come sarà lo schermo degli smartphone 2020? Curvo. Su tutti i lati. Queste sono le indicazioni che arrivano dagli insider, dai soliti ben informati che rivelano con anticipo le caratteristiche degli smartphone in uscita. Samsung è impegnata nella produzione degli schermi per gli smartphone del prossimo anno e la maggior parte degli ordini riguarda i display curvi.

Le caratteristiche degli smartphone del 2020
Come saranno gli smartphone 2020? Ancora più potenti. Con fotocamere con sempre più Megapixel. Questo il trend che ci dobbiamo aspettare per il prossimo anno, quando debutteranno i primi chipset realizzati con un’architettura a 5 nanometri e che assicureranno una maggior potenza.

Sul fronte fotocamere, diventerà la norma vedere smartphone con cinque sensori fotografici posteriori. Oltre alla fotocamera principale ci sarà spazio per una grandangolare, per il teleobiettivo, un sensore per le foto macro e un altro per la profondità di campo. Le fotocamere avranno sempre più Megapixel, superando la soglia dei 100 Megapixel (il Galaxy S11 avrà probabilmente una fotocamera da 108 Megapixel).

Smartphone sempre più potenti necessitano di batterie più grandi. Per questo motivo ci sarà una ricerca ossessiva dello spazio che porterà le aziende a sacrificare qualche funzionalità accessoria per integrare batterie da almeno 4500mAh. Altro passo in avanti anche per quanto riguarda le tecnologie di ricarica: basteranno poco meno di 30 minuti per avere più del 90% di autonomia.

Acquista online batterie per telefoni cellulari. Soluzioni compatibili per Samsung, iPhone, Huawei e molto altro. Consegna Rapida. 100% Nuovi e garantiti 12 mesi per alimentare senza rischi i vostri Telefoni Cellulari.

Perché è pericoloso caricare lo smartphone dalle colonnine pubbliche

lunedì 25 novembre 2019

Indubbiamente comode, le colonnine di ricarica in luoghi pubblici come aeroporti e stazioni ferroviarie possono nascondere diversi pericoli. Ecco quali.

Le stazioni di ricarica USB sono utilissime quando siamo in viaggio. In aeroporto, in hotel e in altri luoghi pubblici ci permettono di ricaricare i nostri device mobili in tutta tranquillità. Ma questo comportamento, apparentemente innocuo, può mettere a rischio la nostra privacy e non solo.

Secondo il procuratore distrettuale della città di Los Angeles, le stazioni di ricarica USB potrebbero nascondere un’insidia da non sottovalutare. Se volesse, infatti, un hacker potrebbe sfruttarle per diffondere in maniera semplice e su larga scala un’infezione virus per smartphone. Quando ci si collega alle colonnine, infatti, si corre il serio rischio di scaricare e installare software di qualunque genere. Vediamo il perché.

Ricarica USB: come funziona
Lo standard USB è stato progettato sia per trasferire i dati, sia per supportare l’alimentazione di dispositivi compatibili. Non esiste una netta divisione tra questi due compiti: come sappiamo, quando si connette uno smartphone a un PC o un altro dispositivo con un cavo USB è possibile sia ricaricare sia trasferire dati. E le due operazioni possono avvenire senza che l’utente se ne accorga.

Approfittando di questo funzionamento, capita che hacker e cybercriminali vari infettino smartphone in giro per il mondo, installando malware vari e software spia. Per questo il procuratore distrettuale invita non solo a non utilizzare le colonnine e le prese USB pubbliche, ma anche i cavi che possono trovarsi già attaccati alle prese USB perché, se opportunamente modificati, possono installare malware e altri software pericolosi.

Il pericolo Juice Jacking
Questo “trucco” è chiamato dagli esperti di sicurezza “Juice jacking“. La prima dimostrazione del funzionamento del “Juice jacking” avvenne nel 2013 con il Mactans. Presentato alla conferenza sulla sicurezza di Black Hat 2013, il Mactans non era altro che un caricatore da muro USB in grado di distribuire malware a piacimento sui dispositivi iOS collegati.

Nel 2016, l’esperta di sicurezza Samy Kamkar ideò KeySweeper, un dispositivo basato su Arduino e mimetizzato in un caricatore da muro. Questo dispositivo era in grado di carpire, decodificare e registrare le sequenze di tasti provenienti da qualsiasi tastiera wireless presente nelle vicinanze. Subito dopo questa dimostrazione, l’FBI diramò un avviso a livello nazionale mettendo in guardia dall’uso dei caricatori USB presenti nei luoghi pubblici chiedendo alle aziende produttrici di verificare tali dispositivi.

Come difendersi dal Juice Jacking
Il consiglio spassionato del procuratore distrettuale di Los Angeles è quello di evitare di ricaricare il telefono utilizzando le stazioni di ricarica USB nei luoghi pubblici e di utilizzare sempre le normali prese elettriche. E’ inoltre possibile utilizzare dei cavi USB che permettono l’esclusivo passaggio della corrente elettrica. Infine, esistono anche i cosiddetti preservativi USB, piccoli spinotti da attaccare al cavo USB che non permettono il passaggio dei dati attraverso il cavo USB durante la ricarica, su tutti SyncStop e Juice Jack Defender.

Vendita online di batterie, caricabatteria, batterie ricaricabili. Consegna rapida e gratuita da 22€! | Noi siamo Lo specialista della batteria.‎

Recuperate i dati all'interno del vostro smartphone non funzionante

lunedì 7 ottobre 2019

Il display del vostro smartphone si è disintegrato ed non potete più interagire con esso? Prima di gettarlo via e sostituirlo con un top di gamma nuovo di zecca (magari con cover ultra resistente abbinata), recuperate i vostri preziosi dati. Sì, è possibile farlo anche con lo schermo rotto! 

Prevenire è meglio che curare
Lo smartphone custodisce ormai tutta una serie di dati sensibili che è importante mettere al sicuro. Per farlo esistono diversi modi: si possono rendere invisibili le cartelle che contengono dati compromettenti, bloccare un'app sul display per tenere lontani gli amici più curiosi, sfruttare la modalità ospite, utilizzare il cloud, oppure bloccare app e contenuti con una password.

Il modo migliore per mettere davvero al sicuro i propri dati è quello di effettuare un backup completo: salvando i vostri file, le applicazioni ed i dati più importanti, avrete modo di recuperarli in qualunque momento anche nel caso in cui doveste smarrire o compromettere il funzionamento del vostro dispositivo Android (anche quando intendete soltanto sostituirlo con uno nuovo).

Salvando i dati sul PC potrete sempre affidarvi ad alcune app dedicate, scaricabili direttamente dal Google Play Store, per poterli poi trasferire sul vostro computer in pochi e semplici passi. Continuate a leggere per scoprire come procedere.

Come recuperare i dati dallo smartphone rotto tramite PC
Per recuperare i dati dal vostro smartphone rotto potete affidarvi ad un qualsiasi PC. Se il display non dovesse essere compromesso del tutto, prima di procedere con il trasferimento non dimenticate di attivare il Debug USB dalle impostazioni del vostro dispositivo Android per far sì che questo venga riconosciuto.

Il recupero di immagini e brani musicali è piuttosto semplice. Vi basterà collegare lo smartphone al PC, attivare il Debug dal menu delle Opzioni Sviluppatore e utilizzare il mouse per accedere alle diverse cartelle salvate sul vostro dispositivo. Accedendo alla cartella WhatsApp, ad esempio, potrete mettere mano a tutte le immagini e video ricevuti nelle diverse chat. 

Potrebbe tuttavia capitare che, nonostante il PC abbia riconosciuto lo smartphone, non riusciate a visualizzare i file in esso salvati. Non preoccupatevi però perché, come sempre, su Android c'è una soluzione a tutto.

Modalità Debug USB non attiva o PC che non riconosce lo smartphone
Display mal funzionante o fuori uso, modalità USB non attiva, computer che non riconosce lo smartphone. Sono questi tutti i problemi più comuni con i quali potreste dovervi confrontare quando il vostro cellulare è rotto ed avete bisogno di recuperare i vostri dati.

Per chi di voi dovesse avere tra le mani un dispositivo Samsung, vi ricordo che sul sito ufficiale del brand sudcoreano potete trovare una sezione denominata Find My mobile molto utile non solo nel caso in cui doveste smarrire il vostro smartphone, ma anche per sbloccare il vostro dispositivo con la funzione Unlock my screen. Accedendo a questa funzione il PC riconoscerà il vostro dispositivo e potrete successivamente sfruttare il noto programma Kies per trasferire i vostri dati.

Questa soluzione potrebbe essere differente o non funzionare per niente con gli smartphone di altri brand, per cui la soluzione migliore in questi casi è quella di entrare in Recovery mode ed utilizzare i comandi Fastboot (che non necessitano del Debug USB attivato) per installare una Custom Recovery, grazie alla quale, tramite i comandi shell di adb potrete estrarre i file dallo smartphone, così come intere cartelle.

N.B. Si tratta di operazioni non semplicissime con le quali occorre avere un po' di dimestichezza, pertanto non ci riteniamo responsabili di eventuali altri danni procurati al vostro smartphone.

Come recuperare i dati con AirDroid
AirDrod è un software che mette in comunicazione smartphone e PC. È possibile utilizzarlo attraverso la sua interfaccia web o installare l'applicazione dedicata direttamente sul computer. Non dovrete fare altro che scaricarlo e installarlo su PC e smartphone.

Sullo smartphone vedrete visualizzate le icone che danno accesso a funzioni come il trasferimento di file o la disinstallazione di applicazioni. Potete dare un'occhiata alle diverse opzioni disponibili ma, ciò che più ci interessa ora, è quella dedicata al backup dei dati. 

Sullo smartphone vi basterà premere sul tasto Salva. Se invece utilizzerete l'applicazione sul PC (utile nel caso di display rotto), selezionate il nome del dispositivo dal menu a sinistra e cliccate sul menu del backup nelle tre schede visualizzate nella parte superiore della schermata. I vostri dati verranno salvati sul computer.

Come recuperare i dati con Vysor
Vysor consiste in un'estensione per Google Chrome che offre un chiaro vantaggio: può essere utilizzata su Windows, Mac e Linux. La connessione con lo smartphone avviene tramite cavo USB.

Di Vysor è disponibile una versione gratuita ed una a pagamento. Con quella gratuita potrete collegare dispositivi cablati e scattare gli screenshot. Con la versione a pagamento potrete visualizzare l'intero display dello smartphone sul PC in remoto, dandovi anche la possibilità di poter trasferire i dati con un semplice drag&drop, anche senza l'utilizzo di cavi.

L'installazione di Vysor è semplice, ma il suo utilizzo un po' meno. Inoltre, la qualità dell'immagine dello smartphone sul PC con la versione gratuita non è ottimale.

AirDroid è probabilmente il metodo migliore da utilizzare. TeamViewer meriterebbe forse un posto in questa lista ma, purtroppo, nonostante i numero plug-in presenti sul Play Store, non funziona con molti dispositivi Android. Purtroppo però, se il vostro dispositivo è inutilizzabile e non dà alcun segno di vita, queste applicazioni potrebbero non aiutarvi a risolvere il problema.

Conoscete qualche altro utile programma o procedura? Condivideteli con noi!

Vendita online di batterie, caricabatteria, batterie ricaricabili. Consegna rapida e gratuita da 22€! | Noi siamo Lo specialista della batteria.

La nuova tecnologia che ricarica lo smartphone in 25 minuti

lunedì 23 settembre 2019

Oppo ha lanciato tre nuove tecnologie che permettono di ricarica velocemente lo smartphone. Ecco le caratteristiche e come funzionano

Lo scontro tra le case produttrici di smartphone sembra giocasi su due fronti: da un lato un comparto fotografico sempre più potente e innovativo, dall’altra l’autonomia, con batterie sempre più capienti e dotate di ricarica veloce. Un esempio sono i nuovi iPhone 11, che rispetto ai modelli precedenti garantiscono un’autonomia maggiore e supportano la ricarica rapida. Nel campo delle batterie, Apple, però è in ritardo rispetto ai competitor Android, che da oramai un paio di anno offrono queste caratteristiche ai loro utenti.

Oppo, produttore cinese di smartphone che da un anno è presente anche in Italia con i suoi dispositivi, è pronta a lanciare delle nuove tecnologie in grado di ottimizzare la ricarica dello smartphone. I tre nuovi sistemi di ricarica dovrebbero debuttare ufficialmente con i prossimi smartphone Oppo, attesi entro la fine dell’anno. La Oppo SuperVOOC 2.0 è sicuramente la più interessante: promette di ricarica lo smartphone in soli 25 minuti, grazie a un caricabatterie a 65W (i normali caricatori sono da 15-20W). L’azienda cinese ha sviluppato anche una tecnologia di ricarica veloce wireless a 30W, che riesce a mantenere sotto controllo anche la temperatura del dispositivo.

Le nuove tecnologie di Oppo
Con la pubblicazione di un video teaser, Oppo ha annunciato le tre nuove tecnologie dedicate alla ricarica ultra veloce che verranno applicate ai suoi nuovi dispositivi Android: Oppo SuperVOOC 2.0 da 65 W, VOOC 4.0 e VOOC Flash Charge da 30 W.

SuperVOOC 2.0 da 65 W consente la ricarica dello smartphone in soli 25 minuti e sarà già disponibile a partire dal 10 ottobre con il lancio del nuovo device dell’azienda cinese, Oppo Reno Ace. VOOC Flash Charge da 30 W permette di ricaricare completamente una batteria da 4000 mAh in soli 80 minuti con temperature controllate che non vanno oltre i 40 gradi. Questa tecnologia impiega un inedito chip di ricarica wireless personalizzato in grado di rilevare gli oggetti estranei e dotato di ben cinque livelli di protezione. La nuova tecnologia di ricarica wireless VOOC Flash Charge debutterà presto sui dispositivi Oppo, ma ancora non è dato sapere quando.

Infine, VOOC 4.0 per la ricarica veloce a 30W via cavo e consentirà di portare da 0 al 100% una batteria da 4000mAh in 73 minuti e da 0 a 67% in soli 30 minuti, tenendo sempre sotto controllo le temperatura per non rovinare l’accumulatore. Il sistema di ricarica VOOC 4.0 sarà compatibile con i device che già utilizzano la Flash Charge fino alla VOOC 3.0 e sarà introdotta sui nuovi dispositivi di Oppo in arrivo nelle prossime settimane

Batteria per telefoni cellulari oppo in vendita su Batteria Mercato a prezzo conveniente e con consegna rapida. Acquista online Batterie per computer portatili da un'ampia selezione nel negozio Informatica.

Smartphone in acqua? Calma, ecco quello che dovete fare

mercoledì 11 settembre 2019

Avrete probabilmente sentito parlare di qualcuno a cui è scivolato lo smartphone nel WC, nel lavandino pieno d'acqua, in piscina o in mare. O magari siete rimasti coinvolti direttamente? Dopo un iniziale attacco di panico, la prima cosa da fare è mettere in salvo il dispositivo. Ecco quindi i passi da seguire nel caso in cui il vostro telefono sia accidentalmente caduto in acqua.

Mantenete la calma e passate all'azione
Continuare a sbraitare o piangersi addosso dopo che il vostro nuovo smartphone è appena finito in acqua non aiuterà certo a risolvere il problema. La prima cosa da fare è afferrare il dispositivo e metterlo all'asciutto: fatto ciò, potrete anche continuare a maledire voi stessi per la vostra disattenzione ma, nel frattempo, continuate a leggere per scoprire cosa fare e cosa non fare per salvare il vostro smartphone Android dopo un tuffo in acqua.

Cosa NON fare
Dopo aver recuperato il vostro telefono bagnato dalla pozza d'acqua, in cui è malauguratamente scivolato, ci sono alcuni passi che non dovete assolutamente seguire:
·Non accendete il dispositivo, non utilizzatelo in alcun modo. Questo include utilizzo di app, chiamate, SMS, navigazione o altro.
·Non premete alcun tasto (accensione, home o volume).
·Non scuotetelo, al contrario muovetelo il meno possibile.
·Non smontate il dispositivo, questo invaliderebbe la garanzia che potrebbe già essere compromessa a causa del Liquid Damage Indicator (LDI) causato dal tuffo in acqua. Se desiderate smontarlo fatelo a vostro rischio e pericolo e assicuratevi prima di sapere dove mettere le mani!
·Non soffiateci sopra, i danni riportati potrebbero aumentare visto che l'acqua potrebbe penetrare e raggiungere alcune parti del telefono ancora asciutte.
·Non cercate di scaldarlo con l'asciugacapelli o nel microonde nel tentativo di asciugarlo e, naturalmente, non provate a chiuderlo dentro al freezer di casa (si, c'è chi ha provato anche questo!).

Come mettere in salvo lo smartphone bagnato
Oltre alle cose da non fare ci sono dei passaggi da seguire per cercare di rianimare il vostro vecchio amico tecnologico prima di disfarvene e passare ad un nuovo e asciutto smartphone performante:
·Nel caso in cui il vostro smartphone bagnato sia ancora acceso, spegnetelo.
·Mettete il telefono in posizione verticale.
·Rimuovete la cover di protezione.
·Estraete la scheda microSD e le SIM card dagli appositi alloggi.
·Rimuovete la scocca posteriore ed estraete la batteria (questo passaggio è applicabile solo a pochi superstiti).
·Prendete un panno e tamponate evitando di spargere l'acqua in altri punti del telefono.
·Se l'acqua penetrata è tanta vi consigliamo di utilizzare un piccolo aspirapolvere per aspirarla dai punti difficili da raggiungere.
·Anche se vi sembrerà strano, riponete ora il vostro dispositivo umido in un sacchetto con zip pieno di riso o di gel di silice. Questi ultimi hanno infatti proprietà disidratanti che permettono di assorbire i liquidi ed è per questo che vengono consigliati per asciugare smartphone, tablet e dispositivi elettronici di ogni genere (non preoccupatevi, non vi chiederemo di strappare un capello al vicino di casa e di buttarlo in un pentolone insieme ad una coda di lucertola).
·Se disponete di un apposito sacchetto deumidificante per asciugare i dispositivi, utilizzatelo! Potrete trovarli in vari negozi di elettronica o online su Amazon.it ad esempio.
·Lasciate lo smartphone immerso nel riso per due o tre giorni.
·Trascorsi due/tre giorni, prima di accendere il dispositivo, verificate la quantità di acqua residua.
Inserite la batteria ed accendetelo. Controllate che tutto funzioni correttamente, ascoltate un po' di musica per verificare che gli speaker non abbiano subito danni e verificate che il display reagisca ancora senza problemi ai vostri comandi.
·Se il telefono non si accende, provate a ricaricarlo. Nel caso in cui anche dopo la ricarica il telefono non dovesse accendersi, la batteria potrebbe essere stata danneggiata. Prima di sostituirla con una nuova lasciatela asciugare per altre 24 ore.
·Se siete riusciti ad accenderlo, monitorate il dispositivo per qualche giorno e verificate se si presentano eventuali anomalie non riscontrate prima del tuffo in acqua.
·Se dopo tre giorni non siete riusciti a riavviarlo in alcun modo, non vi resta che portarlo ad un centro assistenza.

In futuro evitate di portare con voi il telefono in piscina, al bagno o mentre lavate i piatti a meno che abbiate un dispositivo resistente all'acqua come la maggior parte dei più recenti flagship (Galaxy Note 9, Galaxy S10, Huawei Mate 20 Pro e tanti altri). Controllate tuttavia la scheda tecnica perché alcuni smartphone, come Honor 10 ad esempio, non offrono alcuna certificazione.

Perché non scegliere uno smartphone o una cover resistente all'acqua?
Come accennato sopra con alcuni dispositivi non avrete bisogno di seguire il procedimento dell'asciugatura grazie alle certificazioni IP67 e IP68 di cui sono dotati. I Sony Xperia o i dispositivi Active di Samsung, ad esempio, sono noti per le loro certificazioni a prova di tuffo, ma sono sempre più i brand che decidono di realizzare smartphone resistenti all'acqua o addirittura impermeabili senza rinunciare a design eleganti e corpi sottili. La maggior parte dei dispositivi di fascia alta supportano ormai la certificazione dedicata. 

Nel caso in cui non abbiate in tasca uno di questi smartphone, potete sempre optare per un sacchetto o una cover impermeabile che vi permetterà di mettere al sicuro il vostro dispositivo anche in caso di accidentali cadute in acqua. 

>>>>>>>>>Batteria Per Telefoni Cellulari

Lo smartphone non si accende? Mantenete la calma e scoprite cosa fare

Lo smartphone ed il tasto d'accensione non danno segni di vita? Niente logo del brand colorato, nessun effetto sonoro scontato e ripetitivo, il nulla più totale? Prima di gettare via il vostro smartphone accertatevi che sia veramente arrivata la sua fine seguendo i nostri consigli.

Lo smartphone non si accende dopo tanto tempo
Può sembrare stupido ma lo smartphone potrebbe non accendersi semplicemente perché è completamente scarico. Quando è stata l'ultima volta che lo avete messo sotto carica? Normalmente il dispositivo reagisce al comando di accensione anche quando è scarico, mostrando l'animazione di avvio almeno per qualche secondo prima di morire, o illuminando il led di notifica. Alcune volte però, se avete azzerato completamente le risorse della batteria, il display rimane completamente spento e lo smartphone sembra essere in uno stato comatoso.

Prima di disperarvi, collegate lo smartphone al caricabatterie, se possibile direttamente alla presa a muro, e aspettate almeno 10 minuti prima di riprovare ad accenderlo. Niente da fare? Continuate a leggere.

Lo smartphone non si accende per via di un display difettoso
Sicuri che in realtà non si tratti di un problema relativo al display dello smartphone? Potrebbe darsi che una volta schiacciato il tasto di accensione il vostro dispositivo si sia acceso regolarmente, al contrario dello schermo che invece è rimasto completamente nero. Come capire se è questo il caso?

Se il vostro smartphone dispone di un led di notifica, vi basterà osservarlo durante il processo di accensione. Se il led si illumina, ma il display rimane spento (e siete sicuri che lo smartphone sia carico), allora quest'ultimo non funziona come dovrebbe. In alternativa, potrete fare attenzione ad eventuali suoni o vibrazioni durante l'avvio. Purtroppo, in questo caso, l'unica cosa da fare è mandare lo smartphone in assistenza. 

Vi è caduto lo smartphone in acqua e ora non si accende
Sono sempre più gli smartphone veramente impermeabili che integrano la certificazione IP67 o IP68. I dispositivi Sony Xperia ed i Galaxy Active sono stati tra i primi dispositivi ad offrire questo tipo di protezione da schizzi e immersioni accidentali ma fortunatamente i nuovi flagship si stanno tutti adattando a questo standard. 

È possibile che inviando un messaggio su WhatsApp, rispondendo a chiamate mentre scolavate la pasta o lavavate i piatti, qualche goccia d'acqua si sia intrufolata sotto la scocca ed abbia danneggiato qualche componente. In tal caso non provate ad accendere lo smartphone per evitare ulteriori danni: asciugatelo al meglio, rimuovete la scocca (possibilità ormai rarissima), e seguite questi nostri consigli per farlo tornare in vita: 

Lo smartphone rallenta e poi non si accende più
Sono mesi che notate rallentamenti inusuali, riavvii improvvisi, messaggi di errore ed anomalie simili? Ecco, non era che l'inizio della fine. Spesso questi sintomi coincidono con problemi più facilmente risolvibili, come memoria insufficiente o bug dovuti ad aggiornamenti di sistema, ma altre derivano da problemi di software più gravi che portano alla totale assenza di reattività da parte del dispositivo. 

La cosa migliore in questi casi è prevenire, cercando di risolvere i lag prima che annientino il vostro smartphone definitivamente. Potrete ricorrere a reset di fabbrica, aggiornamenti di sistema e pulizia di dati o cache delle singole app. Ma se siete qui è perché ormai è troppo tardi e non vi resta, purtroppo, che contattare l'assistenza tecnica. 

La batteria sta perdendo colpi?
Avete tra le mani uno smartphone datato? Potrebbe darsi che la batteria, dopo aver dato anima e corpo per mantenerlo in vita e supportare le vostre richieste da power user, abbia ceduto una volta per tutte. Di solito questo accade gradualmente e lo si nota perché la carica dura sempre meno, ma purtroppo può anche succedere improvvisamente, soprattutto se il problema è dovuto a difetti di fabbrica piuttosto che ad un normale deterioramento. 

È removibile? Allora provate a vedere se riporta visibilmente dei danni come, ad esempio, rigonfiamenti o perdite. Se così fosse, rimuovetela immediatamente e non utilizzate il dispositivo fino a quando non avrete sostituito la batteria con una nuova ed originale. Al contrario, se la scocca fissa dovesse impedire tale soluzione, contattate l’assistenza tecnica o rivolgetevi a negozi specializzati.

Lo smartphone si accende ma visualizza solo la schermata di avvio
Se il vostro smartphone si accende, ma non va mai oltre la schermata di avvio siete inciampati in quello che si chiama bootloop: il telefono si avvia normalmente, il display si attiva, ma purtroppo rimanete prigionieri della schermata di avvio. 

Questo problema si verifica a volte quando si effettuano procedure avanzate, magari per ottenere permessi di root o per installare ROM cucinate. Se sapete già come muovervi su Android potrete entrare in modalità recovery e pulire le ripartizioni della memoria interna con un wipe.

Acquista online batterie per telefoni cellulari. Soluzioni compatibili per Samsung, iPhone, Huawei e molto altro. Consegna Rapida. 100% Nuovi e garantiti 12 mesi per alimentare senza rischi i vostri Telefoni Cellulari.

Caricabatterie sempre collegato alla presa elettrica: ininfluente almeno nel caso degli smartphone

lunedì 9 settembre 2019

Quanto costa lasciare un caricabatterie sempre collegato alla rete elettrica? Qual è il suo consumo energetico? Proviamo a fornire qualche suggerimento per valutare correttamente i valori in gioco.

Tra gli utenti possessori di un qualunque dispositivo elettronico è diffusa l'abitudine di lasciare collegati alla presa elettrica a muro i vari caricabatterie. Collegare e ricollegare gli alimentatori è spesso scomodo, soprattutto se sono collegati in una posizione difficile da raggiungere, ad esempio sotto la scrivania. Per questo motivo, sono in tanti a lasciare alimentati i caricabatterie per poi limitarsi a collegarne l'estremità per la connessione allo smartphone, al tablet o al notebook (con connettore DC o USB).

Ogni caricabatteria (adattatore AC/DC) dispone di una "targa" ossia di un'etichetta contenente le informazioni sulle sue caratteristiche in termini di tensione e amperaggio (corrente). I valori da controllare sulla targa sono quelli posti accanti alla voce Output ("uscita").
Moltiplicando i valori di corrente e tensione, si otterrà il valore della potenza in Watt ossia il quantitativo di energia che l'alimentatore può - al massimo - consumare per ricaricare o alimentare i dispositivi collegati a valle. Ovvio che se a valle il caricabatterie non è collegato a nessun dispositivo (connessione "a vuoto"), è lecito attendersi un certo consumo di energia che però non sarà neppure lontanamente paragonabile a quello rilevato durante le attività di ricarica e alimentazione.

I caricabatterie sono dispositivi che variano i parametri elettrici (tensione e intensità di corrente) da una rete primaria a una secondaria. I due circuiti presenti sono accoppiati induttivamente: non c'è quindi alcun contatto tra gli avvolgimenti.
La tensione in ingresso (ad esempio 230 V a 5 V) viene trasformata convertendo dapprima la corrente elettrica alternata sul circuito primario in un flusso elettromagnetico che viene poi convertito in un flusso elettrico ancora una volta alternato sul circuito secondario (ad esempio 5 V).

Quando il caricabatterie è collegato alla rete elettrica senza alcun carico a valle è ovvio che c'è un consumo energetico perché i circuiti sono alimentati e stanno funzionando. Dove va l'energia assorbita da un caricabatterie funzionante "a vuoto" (quindi senza alcun dispositivo collegato a valle)?
Semplice: si disperde sotto forma di calore o di energia cinetica. Ricordate i ronzii propri dei trasformatori di più grandi dimensioni, assolutamente assente nei moderni caricabatterie per smartphone e tablet? Quei ronzii erano dovuti alla vibrazione dei lamierini che compongono il trasformatore, oggi del tutto assenti nelle apparecchiature destinate ai mercati consumer e professionali.

Quindi non è possibile sostenere che il consumo energetico di un caricabatterie a vuoto sia pari a 0 W ma attrezzandosi con un amperometro digitale collegato all'ingresso dell'alimentatore è facile capire come stanno le cose.

Collegando l'amperometro digitale sul circuito in ingresso (230 V) del caricabatterie quindi misurando la corrente rilevata in Ampere (A), con una semplice moltiplicazione si potrà calcolare la potenza ovvero l'energia consumata dal caricabatterie connesso alla rete elettrica "a vuoto".

Non serve essere maghi in elettrotecnica per accorgersi che la stragrande maggioranza dei caricabatterie, anche quelli più vecchi, non supera i 60 mA di corrente a vuoto nel caso degli alimentatori per notebook, con la maggior parte degli alimentatori per smartphone e tablet che non arriva neppure a 0,3 mA (ovvero 300 microampere).
Moltiplicando tali valori per 230 V si otterranno valori rispettivamente pari a 13,8 W (60 mA x 230 V / 1000) e 69 mW (0,3 mA x 230 V).

Dal momento che in un anno ci sono 8.760 ore (24 ore x 365 giorni), il consumo di energia elettrica è stimabile al massimo in circa 120.000 Wh (13,8 W x 8.760 ore) nel caso dei notebook e 600 Wh (69 mW x 8.760 ore /1000) per gli alimentatori degli smartphone.

Abbiamo provato a verificare quale sia il costo a KWh applicato in fattura dal fornitore di energia elettrica: nel mercato a maggior tutela ci si aggira tra 0,19 e 0,21 euro per KWh.
Nel caso degli smartphone, un consumo di 600 Wh è pari ad appena 0,12 euro annui (600 Wh / 1000 * 0,2 euro); nel caso dei notebook il consumo massimo sembra essere di 24 euro annui (120.000 Wh / 1000 * 0,2 euro).

Il consumo energetico dei caricabatterie per smartphone lasciati sempre sotto carica non è affatto nullo, quindi, ma il costo annuo è irrisorio. Nel caso dei notebook i numeri sono più elevati ma sono anche pochi gli utenti che lasciano costantemente collegato alla presa elettrica a muro il caricabatterie di un portatile.

Basti comunque tenere presente che un alimentatore per un notebook di recente fattura può ridurre il consumo annuo di energia se collegato a vuoto a meno di 40 KWh (equivalenti a 8 euro annui).

I caricabatterie più moderni non lavorano a 50 Hz ovvero alla frequenza della tensione di rete domestica (230 V) ma a frequenze molto più elevate riducendo le perdite, aumentando i rendimenti ed evidenziando consumi energetici a vuoto di fatto irrilevanti (per non parlare delle dimensioni molto più contenute). Non consumano infatti 600 Wh come nell'esempio ma molto di meno.
Come nota finale, va altresì tenuto presente che nei calcoli non si è tenuto presente la correzione derivante dall'applicazione del fattore di potenza.

Con questo articolo non vogliamo esortare i nostri lettori a tenere sempre collegati alla rete elettrica i loro caricabatterie (è sempre bene preservarli da sovratensioni e inutile usura) ma desideriamo evidenziare come i consumi energetici non siano così marcati come qualcuno a più riprese continua a scrivere. In un'ottica di risparmio energetico è comunque opportuno disconnettere dalla rete tutti i dispositivi quando non sono in uso.

Acquista una nuova Adattatore per pc, notebook, computer e approfitta della. Adattatore Compatibili & Originali. Acer, Apple, Asus, HP, etc. Scegli tra l'ampia offerta di Adattatore per pc portatili ai migliori prezzi disponibili sul mercato: approfittane subito!

Come pulire lo smartphone e stare alla larga da polvere e batteri

lunedì 2 settembre 2019

Sapevate che gli smartphone sono tra gli oggetti più sporchi con cui veniamo a contatto in modo continuo ogni giorno? E se vi dicessimo che sono addirittura più sporchi della tavoletta del water? Un numero indefinito di germi e batteri si insinuano sui nostri dispositivi senza che noi c'è ne preoccupiamo più di tanto.

Non fate quella faccia, del resto sono certa che anche voi siete soliti portarvi lo smartphone dietro ovunque, bagno compreso, senza preoccuaprvi della superficie su cui lo poggiate e senza prima lavarvi le mani. Lo smartphone raccoglie la storia dei nostri incontri quotidiani con persone, oggetti e superfici di diverso tipo.

Siete comodamente seduti a tavola che mangiate un buon Kebab, ed ecco che vi arriva un messaggio su Whatsapp. Senza neanche pensarci prendete il vostro smartphone dalla tasca per rispondere e lo riempite di ditate appiccicose di salsa yogurt. 

Tenere il proprio smartphone pulito non significa solo proteggersi da virus e germi ma comporta anche un prolungamento della vita del dispositivo stesso. In questo articolo vi presentiamo alcuni accorgimenti che vi aiuteranno a mantenere pulito il vostro Android. Cosa è meglio utilizzare per pulire lo smartphone?

Per ripulire il display da polvere e batteri vi basta utilizzare un semplice panno in microfibra, come quello che utilizzate per pulire le lenti degli occhiali da vista o da sole, leggermente umido. per pulire il touchscreen è molto importante non usare tessuti abrasivi, come fazzolettini o tavaglioli di carta, perchè sul lungo termine opacizzano e rovinano lo schermo.

Per inumidirlo vi consigliamo di utilizzare l'acqua distillata o al massimo un po' di sapone, e di stare alla larga da detergenti o prodotti a base di ammoniaca che potrebbero rovinare irreparabilmente il dispositivo. Per far fuori i batteri però l'acqua ed il sapone non sono sempre sufficienti, le salviette umide a base di alcool isopropilico costituiscono la soluzione migliore.
Tutto ciò di cui avete bisogno
Panno in microfibra
Cotton fioc asciutto o imbevuto d'alcool
Acqua distillata

Alcool isopropilico, sapone, o salviette umide a base di alcol isoprofilico o un igienizzatore speciale adatto alla puliza degli schermi

Violife: solo in caso di ipocondria acuta!

Come procedere per pulire lo smartphone

La prima cosa da fare è spegnere il dispositivo e, quando possibile, estrarre la batteria: in questo modo eviterete di comprometterne il funzionamento. Ricordate inoltre di fare particolarmente attenzione quando utilizzate dei liquidi sul vostro dispositivo, potrebbero filtrare all'interno e danneggiarlo. Per sicurezza usate poca acqua o alcool e non riaccendete lo smartphone fino a quando non sarete certi che sia completamente asciutto.

Una volta imbevuto il panno con acqua distillata, passatelo su tutte le parti del dispositivo, senza fare troppa pressione sul display per evitare eventuali graffi in caso di polvere o briciole sullo schermo. Molti dei dispositivi in commercio hanno degli schermi abbastanza resistenti, ma prevenire è meglio che curare. Prima di utilizzare qualsiasi liquido rimuovete la polvere e la sporcizia con il panno in microfibra.

Per liberarvi di briciole e polvere che si sono insinuate intorno alla cornice del dispositivo, nel jack delle cuffie, nei port USB, vi consigliamo di utilizzare un cotton fioc o un pennello morbido. E' molto importante liberare queste uscite da polvere e sporcizia perchè il loro funzionamento potrebbe esserne compromesso: per farvi un esempio, potreste avere problemi nel ricaricare il vostro dispositivo o nell'utilizzare il cavetto usb per trasferire dei file sul pc.

Se poi la cover o la scocca del vostro smartphone mostra ancora impronte, yogurt o sugo di pomodoro, affidatevi alle salviette detergenti o ad un po' di acqua e sapone e, nel caso abbiate tra le mani un LG G4 o un altro dispositivo in pelle, un dischetto di cotone con un po' di latte detergente potrebbe essere l'arma giusta da sfoderare. 

Per asciugare bene utilizzate il panno in microfibra in senso circolare, metti la cera togli la cera, sapete di cosa parlo, no?! Se siete affetti da ipocondria il panno in microfibra non basterà per farvi dormire tranquilli, soprattutto dopo il parallelismo tra smartphone e tavoletta del water (se vi può rincuorare il paragone può essere fatto anche con le suole delle scarpe).

Per i maniaci della pulizia esistono poi gli igienizzatori UV per dispositivi elettronici come, per fare un esempio, Violife, un accessorio futuristico in grado di far fuori germi e batteri che amano attaccare qualsiasi tipo di dispositivo elettronico, smartphone compresi. Come proteggere il dispositivo dallo sporco?

Per impedire a briciole o polvere di passare attraverso le fessure del dispositivo, la cosa migliore da fare è utilizzare una cover protettiva. Quello delle cover è ormai un mercato affermato da tempo e non sarà certo un problema trovarne una in grado di proteggere al meglio il vostro disposito senza dover rinunciare ad un look originale. 

Un'altra soluzione potrebbe essere una pellicola protettiva per lo schermo, che potrete rimuovere periodicamente e sostituire con una nuova. Bisogna però ammettere che, per attaccarla al display dello smartphone evitando il formarsi di bolle d'aria antiestetiche, bisogna essere dotati di pazienza e precisione assoluta ed occorre assicurarsi che il display sia pulito:
Voi cosa utilizzate per tenere pulito il vostro smartphone e quanto spesso vi preoccupate di pulirlo?

Vendita online di batterie, caricabatteria, batterie ricaricabili. Consegna rapida e gratuita da 22€! | Noi siamo Lo specialista della batteria.

Lo smartphone non carica più? La ricarica è lenta? Ecco cosa fare!

giovedì 29 agosto 2019

Niente, non ne vuole proprio sapere di ricaricarsi. Connetto il cavo USB, appare la spia luminosa della batteria colpita da una saetta ma, dopo qualche secondo, si spegne di nuovo tutto. Niente panico, se lo smartphone non carica più non è defunto o almeno non dovrebbe essere questo il vostro primo pensiero. La cosa migliore da fare è scoprire la causa del problema e reagire di conseguenza.

Porta USB ostruita o difettosa
La soluzione più veloce, spesso anche la più efficace, è quella di controllare che l'ingresso USB del vostro dispositivo sia pulito o che non presenti difetti di fabbrica. Spesso infatti lo smartphone non carica perché non avviene il contatto con il caricatore, oppure questo contatto non è stabile come dovrebbe.

Spesso i problemi di carica sono dovuti alla polvere o alle briciole che si intrufolano nella porta USB del dispositivo. Controllate che non ci sia nulla che possa impedire il contatto tra caricabatterie ed attacco USB dello smartphone e, in tal caso, provate a soffiare o a utilizzare uno stuzzicadenti o la spillina del carrellino della SIM per cercare di rimuovere lo sporco. Raccomandiamo sempre molta attenzione, si tratta di componenti delicati.

Nel raro caso di smartphone con batteria removibile potrete spegnere il dispositivo, togliere la batteria ed in modo delicato con qualcosa di molto piccolo, muovete delicatamente la piccola levetta che trovate nell'ingresso USB. Siate cauti! Reinserite la batteria, accendete il dispositivo e provate a caricarlo. Nove volte su dieci questa procedura risolverà il problema.

Il cavo del caricabatteria non funziona
La parte più problematica del caricabatterie è il cavo, non l'adattatore che inserite nella spina. Se il vostro dispositivo continua a non caricare, potreste avere tra le mani un cavetto difettoso. Trattandosi della parte più delicata del caricabatterie, il cavo USB tende a rovinarsi facilmente a forza di essere arrotolato, calpestato o morsicato dal vostro gatto (nel caso ne abbiate uno).

Prima di correre a comprarne uno nuovo, cercate un cavo USB in casa. Se vedete che questo funziona, il problema è risolto. Fate anche la prova utilizzando il caricabatterie con altri dispositivi, in questo modo capirete se il problema viene dal cavo o dal dispositivo.

Adattatore difettoso
Se il cavo USB funziona perfettamente perché lo avete testato con un altro smartphone, allora forse è l'adattatore a fare cilecca. A forza di connettervi il cavo, il port USB dell'adattatore potrebbe consumarsi e non fare contatto come dovrebbe.

Provate diverse combinazioni di cavi/adattatori (sicuramente ne avrete più d'uno in casa) per vedere se è un problema di adattatore o smartphone. Infine, assicuratevi di provare diverse prese a muro per assicurarvi che non siano proprio queste la causa del problema. 

Avete provato a calibrare la batteria?
Se le avete provate tutte, senza ottenere alcun risultato, il problema potrebbe essere legato alla batteria. Avete già provato a calibrarla? Il processo di calibratura è semplicissimo e consiste nell'eseguire fisicamente un ciclo di ricarica completo in modo da permettere alla batteria di settare i parametri corretti di capacità. 

Nel nostro articolo dedicato troverete spiegato il procedimento per calibrare la batteria del vostro dispositivo, con e senza permessi di root. Terminata la procedura potrete subito verificarne il funzionamento.

Ulteriori consigli
In generale caricare un dispositivo attraverso una presa di corrente, piuttosto che dal computer, è molto più veloce, perché la potenza di una spina a muro è naturalmente più alto. Inoltre se avete un caricabatterie diverso da quello fornito nella confezione d'acquisto, potrebbe essere meno potente o non adatto al vostro smartphone. Ricordate poi che per caricare più velocemente il dispositivo basta settarlo in modalità offline o spegnerlo del tutto.

Infine, sembrerà banale, state attenti a non connettere il caricabatterie quando il dispositivo è bagnato o quando le condizioni ambientali sono troppo calde o umide. 

Opzionale: ordinate una batteria nuova 
Se il vostro dispositivo è datato, potrebbe incorporare una batteria difettosa o semplicemente consumata dai numerosi cicli di ricarica effettuati. Nel caso aveste tra le mani una batteria removibile, estraetela e controllate che non sia gonfia o deforme e, se così fosse, rimuovetela immediatamente. Se invece vi è stata una fuoriuscita di liquidi, state attenti ad asciugare il dispositivo per evitare che si corroda.

Se avete tra le mani un Huawei P30 Pro, un Samsung Galaxy Note 10 o un qualsiasi smartphone recente che non permette di estrarre la batteria dalla scocca, posizionatelo su una superficie piana e provate a farlo girare, se girerà senza problemi, la batteria si sarà probabilmente gonfiata. In tal caso, non vi resta che contattare l'assistenza clienti e chiedere la sostituzione dell'hardware compromesso.

Acquista una nuova Adattatore per pc, notebook, computer e approfitta della. Adattatore Compatibili & Originali. Acer, Apple, Asus, HP, etc. Scegli tra l'ampia offerta di adattatore per pc portatili ai migliori prezzi disponibili sul mercato: approfittane subito!