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La Mega Batteria Della Tesla che ha Salvato l’Australia da un Drammatico Blackout

mercoledì 31 marzo 2021

A poco meno di un mese dall’inaugurazione di un nuovo sistema di “alimentazione elettrica di riserva” messa a punto da Tesla nel sud dell’Australia, il sistema è stato duramente messo a prova con risultati eccellenti.


Si tratta della più grande batteria al mondo agli ioni di litio (le stesse usate per i laptop e i gli smartphone), costruita a Hornsdale, che nelle ultime tre settimane è intervenuta per limitare i danni che si sarebbero avuti in seguito a importanti interruzioni nell’erogazione di energia elettrica. La grande “batteria” di Tesla ha risposto in tempi estremamente più rapidi rispetto a tutti i sistemi che generalmente si utilizzano ed entrano in funzione quando si hanno situazioni di emergenza.

La settimana scorsa la batteria è entrata in funzione in soli 0,14 secondi dopo che uno degli impianti più grandi dell’Australia, quello di Loy Yang, nello stato di Victoria, ha subito un calo improvviso e inspiegabile nella produzione di energia. E solo una settimana prima un altro problema alla centrale aveva indotto l’impianto di Tesla ad entrare in funzione, in meno di 4 secondi. Secondo i funzionari statali che hanno rilasciato interviste ai media locali il tempo di risposta del sistema è realmente un record e non ha confronti.

L’efficacia della batteria di Tesla è tenuta sotto controllo molto da vicino in una regione del pianeta in preda a una forte crisi energetica. Il prezzo dell’elettricità infatti, sta vertiginosamente aumentando in Australia, in particolare nel South Australia, dove, ad esempio, un’interruzione di energia elettrica avvenuta nel 2016 causò un blackout che lasciò per molto tempo 1,7 milioni di abitanti senza corrente elettrica. Poiché una delle cause principali di queste interruzioni sono le ondate di calore che inducono a un enorme consumo di energia per far funzionare i condizionatori, gli australiani guardano con terrore l’estate che sta iniziando nell’emisfero australe e di buon occhio la batteria di Tesla.

Il sistema di batterie messo a punto a Hornsdale e che utilizza la stessa tecnologia di accumulo di energia utilizzata sulle automobili elettriche di Tesla è uno dei grandi progetti di Elon Musk, che sta, tra l’altro, costruendo razzi di grande potenza per portare l’uomo nello spazio.

A marzo Musk aveva promesso con un tweet di fornire un sistema di batterie per la rete elettrica del Sud Australia entro 100 giorni e che lo avrebbe fatto gratuitamente. All’inizio di luglio il governo australiano aveva firmato un accordo con Tesla e la società energetica francese Neoen per costruire la batteria. Il primo dicembre dell’anno scorso il Sud Australia ha annunciato di aver acceso la batteria di Hornsdale.

L’energia di tali batterie viene prodotta da un vicino parco eolico e in caso di necessità può alimentare fino a 30.000 case, anche se per periodi relativamente brevi, ma sufficienti per permettere di prendere provvedimenti senza lasciare un grande numero di persone senza elettricità. Il sistema Tesla è entrato in attività anche in momenti in cui il sistema principale di produzione di energia elettrica, pur rimanendo attivo, ha mostrato fluttuazioni che avrebbero potuto portare a un blackout.

Questo interessante esperimento non è l’unico con batterie di grandi dimensioni.

Nel 2016 Tesla aveva dichiarato di aver attrezzato una piccola isola delle Samoa americane con migliaia di pannelli solari e batterie che potrebbero servire i 600 abitanti della zona rendendoli quasi totalmente indipendenti dai combustibili fossili.

Musk si è fatto avanti anche per costruire una centrale elettrica con batterie per l’isola di Portorico, colpita duramente dagli uragani dell’autunno scorso e dove l’elettricità non è ancora arrivata ovunque.

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Caricare il tuo Smartphone di Notte fa Durare Meno la Batteria a ora c’è Una Soluzione

Mettere il telefono sotto carica prima di andare a dormire è un gesto così usuale che neanche ci stiamo a pensare, anzi quando ce ne dimentichiamo gli ‘effetti’ al mattino sono sgradevoli soprattutto se si ha davanti una giornata dura. Eppure tenere in carica il dispositivo per più ore del necessario può nuocergli, riducendo i cicli di scarica della battery da 500 a 150. Sarebbe quindi raccomandato non alimentare la batteria durante la notte, ma come fare se alla sera lo smartphone è scarico?


Business Insider Italia in un articolo di marzo aveva affrontato la questione consigliando buone pratiche per far durare di più la batteria, ma se c’è risposta a tutto manca ancora il come gestire la situazione di notte, poiché è impensabile che ci si svegli apposta per staccare la presa dalla corrente arrivati al 100%. La quasi totalità dei device che utilizziamo supportano batterie al litio, complicate da smaltire e per la cui produzione vengono impiegati un milione di litri d’acqua per ogni chilo realizzato.

Sarebbe quindi buona norma per l’economia ambientale globale limitarne l’incremento, ma il condizionale è d’obbligo viste le continue polemiche di cui i colossi della telefonia si sono resi protagonisti nel corso degli anni. Basti pensare allo scandalo Apple del 2017, quando la mela morsicata ‘svelò’ di essere intervenuta con dei nuovi aggiornamenti sul sistema operativo che limitassero la performance dei modelli vecchi, invitando all’acquisto dei nuovi. Tant’è che l’anno dopo il gigante di Cupertino promosse un’azione di marketing mondiale abbassando il prezzo per la sostituzione originale di una batteria Apple da 79 a 29 dollari.

Ma non è bastato. Proprio qualche giorno fa la multinazionale è stata condannata al pagamento di una multa da 113 milioni di dollari nella causa che l’ha vista scontrarsi con oltre 30 stati americani per il caso passato alla cronaca come BatteryGate. La sanzione doveva essere da mezzo miliardo ma i giudici nell’iter processuale hanno accolto le istanze della difesa ridimensionando l’importo. Anche in Europa l’azienda ha avuto guai con la legge per la storia delle batterie con inchieste sia in Italia (da parte dell’Antitrust) che in Francia.

Ma made in Italy è anche una realtà imprenditoriale che ha provato a dare risposta al sovrautilizzo della batteria in fascia notturna mettendo a punto un vero e proprio ‘salva vita’: quando esso viene collegato al caricabatterie di qualsiasi device, gestisce autonomamente la ricarica del dispositivo. Il progetto si chiama Witty e ha partecipato al DigithOn 2020 classificandosi tra le migliori 25 startup d’Italia.

Quando si raggiunge il 100% di ricarica, W. evita che il caricabatterie continui a tenere la tensione di fine carica a 4.35V, raddoppiandone così la durata della vita utile. È adatto a ogni charger provvisto di una porta USB di tipo A. La tecnologia funge da battery saver grazie a una ricarica lenta e controllata. Si consiglia inoltre di alimentare il device da spento o in modalità aereo nel caso si tratti di smartphone o tablet. Nei dispositivi iOS – per far sì che funzioni – è necessario disattivare l’opzione “ricarica ottimizzata”.

Se la batteria del dispositivo risulta già usurata, al mattino si potrebbe trovare il device ad una percentuale di carica di poco inferiore al 100%, spiegano dalla società. Ma Witty non scollega il device dalla rete elettrica non appena compare il 100% sullo schermo: lo fa solo quando il circuito al suo interno rileva che il fabbisogno energetico del dispositivo è stato raggiunto. Di norma lo Shut Off avviene in un lasso di tempo compreso tra i 10 ed i 30 minuti dopo aver raggiunto il picco di carica.

L’ASO (Automatic Shut Off) è un innovativo strumento in grado di evitare l’usura che si genera durante il caricamento notturno. Testata e realizzata all’interno dei laboratori dell’Università di Roma La Sapienza da un team di ingegneri elettronici, meccanici e gestionali, la tecnologia ASO è adoperata da Witty che non solo si autoalimenta e non richiede batterie, ma che dopo aver disconnesso il dispositivo dalla corrente si spegne e non si riaccende finché non si ripreme il pulsante. W. non funziona con i nuovi caricabatterie di tipo C, ma si può continuare ad utilizzarla servendosi di un adattatore che converta l’USB in tipo A.

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Android, batteria scarica? I trucchi per risolvere il provlema

giovedì 9 luglio 2020

Lo smartphone Android si scarica troppo velocemente? Ecco alcuni consigli e trucchi per ottimizzare il consumo della batteria

Ascoltare la musica, giocare con le applicazioni, utilizzare WhatsApp e i social media, navigare su Internet, scattare delle foto: sono solamente alcune delle azioni che possiamo fare con lo smartphone. I telefonini sono diventati dei compagni fondamentali per la nostra vita, ma ogni volta bisogna affrontare un problema di difficile risoluzione: la durata della batteria.

Nonostante gli sforzi delle aziende per aumentare l’autonomia degli smartphone, nel migliorare la tecnologia di ricarica e nell’ottimizzare i processi del sistema operativo, difficilmente si riesce a utilizzare lo smartphone per più di un giorno. Solo i dispositivi con una batteria superiore ai 5000mAh riescono ad avere un’autonomia di quasi due giorni. Una batteria così grande, però, ha diversi svantaggi: il peso dello smartphone diventa considerevole e per la ricarica sono necessarie diverse ore. Cosa fare per far durare di più la batteria dello smartphone Android? Bisogna conoscere alcuni trucchi che permettono di tenere sotto controllo la carica del dispositivo e che diminuiscono il battery drain, ossia la scarica repentina della batteria.

In pochi lo sanno, ma esiste una sezione delle Impostazioni dello smartphone Android che permette di controllare quali sono le applicazioni che consumano di più. Analizzare questa scheda permette di capire come intervenire per far durare di più la batteria. Ecco alcuni trucchi per aumentare la durata della batteria degli smartphone Android.

Come controllare quali sono le app Android che consumano più batteria
Il sistema operativo Android permette agli utenti di tenere sotto controllo quali sono le app e i componenti hardware che consumano maggiormente la batteria. Analizzando questi dati scoprirete delle informazioni molto interessanti: ad esempio, il fattore che incide di più sulla durata della batteria non è un’applicazione, bensì lo schermo.

Per effettuare il controllo dovete entrare nelle Impostazioni, premere su Batteria e poi su Totale Utilizzo (a seconda dello smartphone e dalla versione di Android che utilizzate il nome delle voci di menu potrebbe leggermente cambiare). Si aprirà una pagina con la classifica delle app che hanno consumato la batteria. Tornando alla schermata precedente, invece, troverete il tempo di utilizzo dello schermo: anche questo è un indicatore che incide sull’autonomia del dispositivo.

Trucchi per far durare di più la batteria dello smartphone Android
Ora vi forniremo alcuni semplici consigli su come ottimizzare l’utilizzo dello smartphone e far durare di più la batteria.

  • Controllate la luminosità dello schermo. Come già detto in precedenza, lo schermo è uno dei fattori principali della poco autonomia dello smartphone. In molti casi la colpa è della luminosità troppo alta. Il nostro consiglio è di attivare la luminosità adattiva dello schermo: sarà lo smartphone a variare la luminosità del display a seconda delle condizioni della luce.
  • Disattivate il GPS. Se non è strettamente necessario, disattivate il GPS dello smartphone. Averlo sempre attivo consuma la batteria e danneggia lo smarphone, facendolo surriscaldare senza nessun motivo.
  • Disattivare la rete dati e il Wi-Fi. Il discorso sul GPS, vale anche per la rete dati e per il Wi-Fi. Sebbene non siano energivori come il GPS, averli sempre accesi fa diminuire drasticamente l’autonomia dello smartphone. Attivateli solo lo stretto necessario.
  • Attivate il risparmio energetico. Oramai tutti gli smartphone Android hanno una funzionalità chiamata “Risparmio energetico“. Quando l’autonomia scende sotto il 20-15%, si attiva automaticamente il risparmio energetico che limita alcune funzionalità e disattiva le applicazione attive in background.
  • Disinstallare le applicazioni che consumano troppa energia. Se controllando le app che consumano più energia avete notato qualcosa di strano, allora dovete intervenire al più presto. Se ad esempio un’applicazione che non utilizzate mai è la causa principale del consumo di energia, vuol dire che si tratta di un virus che sta utilizzando lo smartphone per pratiche illecite. In casi del genere dovete immediatamente disinstallare l’applicazione e fare un reset del telefonino per essere sicuri che tutto torni nella norma.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>Batteria Per Telefoni Cellulari

Android, batteria scarica? I trucchi per risolvere il provlema

giovedì 26 settembre 2019

Lo smartphone Android si scarica troppo velocemente? Ecco alcuni consigli e trucchi per ottimizzare il consumo della batteria.

Ascoltare la musica, giocare con le applicazioni, utilizzare WhatsApp e i social media, navigare su Internet, scattare delle foto: sono solamente alcune delle azioni che possiamo fare con lo smartphone. I telefonini sono diventati dei compagni fondamentali per la nostra vita, ma ogni volta bisogna affrontare un problema di difficile risoluzione: la durata della batteria.

Nonostante gli sforzi delle aziende per aumentare l’autonomia degli smartphone, nel migliorare la tecnologia di ricarica e nell’ottimizzare i processi del sistema operativo, difficilmente si riesce a utilizzare lo smartphone per più di un giorno. Solo i dispositivi con una batteria superiore ai 5000mAh riescono ad avere un’autonomia di quasi due giorni. Una batteria così grande, però, ha diversi svantaggi: il peso dello smartphone diventa considerevole e per la ricarica sono necessarie diverse ore. Cosa fare per far durare di più la batteria dello smartphone Android? Bisogna conoscere alcuni trucchi che permettono di tenere sotto controllo la carica del dispositivo e che diminuiscono il battery drain, ossia la scarica repentina della batteria.

In pochi lo sanno, ma esiste una sezione delle Impostazioni dello smartphone Android che permette di controllare quali sono le applicazioni che consumano di più. Analizzare questa scheda permette di capire come intervenire per far durare di più la batteria. Ecco alcuni trucchi per aumentare la durata della batteria degli smartphone Android.

Come controllare quali sono le app Android che consumano più batteria
Il sistema operativo Android permette agli utenti di tenere sotto controllo quali sono le app e i componenti hardware che consumano maggiormente la batteria. Analizzando questi dati scoprirete delle informazioni molto interessanti: ad esempio, il fattore che incide di più sulla durata della batteria non è un’applicazione, bensì lo schermo.

Per effettuare il controllo dovete entrare nelle Impostazioni, premere su Batteria e poi su Totale Utilizzo (a seconda dello smartphone e dalla versione di Android che utilizzate il nome delle voci di menu potrebbe leggermente cambiare). Si aprirà una pagina con la classifica delle app che hanno consumato la batteria. Tornando alla schermata precedente, invece, troverete il tempo di utilizzo dello schermo: anche questo è un indicatore che incide sull’autonomia del dispositivo.

Trucchi per far durare di più la batteria dello smartphone Android
Ora vi forniremo alcuni semplici consigli su come ottimizzare l’utilizzo dello smartphone e far durare di più la batteria.

·Controllate la luminosità dello schermo. Come già detto in precedenza, lo schermo è uno dei fattori principali della poco autonomia dello smartphone. In molti casi la colpa è della luminosità troppo alta. Il nostro consiglio è di attivare la luminosità adattiva dello schermo: sarà lo smartphone a variare la luminosità del display a seconda delle condizioni della luce.
·Disattivate il GPS. Se non è strettamente necessario, disattivate il GPS dello smartphone. Averlo sempre attivo consuma la batteria e danneggia lo smarphone, facendolo surriscaldare senza nessun motivo.
·Disattivare la rete dati e il Wi-Fi. Il discorso sul GPS, vale anche per la rete dati e per il Wi-Fi. Sebbene non siano energivori come il GPS, averli sempre accesi fa diminuire drasticamente l’autonomia dello smartphone. Attivateli solo lo stretto necessario.
·Attivate il risparmio energetico. Oramai tutti gli smartphone Android hanno una funzionalità chiamata “Risparmio energetico“. Quando l’autonomia scende sotto il 20-15%, si attiva automaticamente il risparmio energetico che limita alcune funzionalità e disattiva le applicazione attive in background.
·Disinstallare le applicazioni che consumano troppa energia. Se controllando le app che consumano più energia avete notato qualcosa di strano, allora dovete intervenire al più presto. Se ad esempio un’applicazione che non utilizzate mai è la causa principale del consumo di energia, vuol dire che si tratta di un virus che sta utilizzando lo smartphone per pratiche illecite. In casi del genere dovete immediatamente disinstallare l’applicazione e fare un reset del telefonino per essere sicuri che tutto torni nella norma.

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Come caricare manualmente una batteria scarica

martedì 10 settembre 2019

Attualmente viviamo in un'epoca dove il consumo delle batterie è un argomento pressante. In ambito elettrico molti produttori stanno cercando di avviare sperimentazioni che possano allungare il tempo di carica delle singole batterie, rendendole più durature e performanti. I metodi reali per caricare manualmente una batteria scarica sono ancora poco applicati e scarsamente studiati scientificamente. Per ora è impossibile caricare manualmente una batteria poiché questa necessita di energia elettrica a sua volta. In questa breve guida vedremo, quindi, come caricare manualmente uan batteria scarica, cercando di utilizzare quel poco di corrente prodotta dal nostro corpo, in modo rapido e sicuro.

Utilizzare l'energia del corpo
Il primo aspetto che andiamo ad affrontare è introduttivo all'argomento. Spiegandolo nel modo più semplice possibile nel caso in cui noi andassimo a ricaricare una batteria manualmente, è deducibile che in quel momento le nostre fonti d'energia (elettrica) siano esaurite. Noi, però, in teoria potremmo ricaricare, grazie alla nostra energia, almeno il 5% della carica totale di una qualsiasi batteria, da quelle al litio contenute nei cellulari a quelle a stilo. La difficoltà maggiore sta nel creare una energia tale da poterla sfruttare come fonte di ricarica.

Utilizzare le proprie dita
In questo secondo punto forniamo uno spunto riguardo all'argomento. Le nostre dita, infatti, potrebbero fungere da presa per le comuni batterie, in linea teorica. Ma applicare questa idea alla realtà non è così semplice. Il sistema, infatti, consiste nel riuscire a strofinare i due poli della batteria (+ e -) il più forte possibile, così da creare l'energia sufficiente all'esperimento. In questo sarà possibile trasmettere la giusta quantità di calore ai poli, seppur nella realtà non del tutto sufficiente. Ad esempio per riuscire ad ottenere una discreta resa, caricando di un 5% la batteria, avremo bisogno di parecchie ore di strofinio.

Utilizzare la dinamo a manovella
Nell'ultimo punto affronteremo un metodo classico per la produzione di energia in maniera semplice e pulita, ovvero tramite l'utilizzo di una dinamo a manovella. Questo metodo consiste nel fornirsi di un alternatore dinamo e successivamente agganciarci una manovella. A questo punto, una volta collegati i poli alla dinamo, sarà possibile girare la manovella in modo da generare corrente. Il metodo appena citato risulta meno faticoso rispetto a quelli visti di recente, seppur la resa rimanga mediocre. Altri metodi sviluppati di recente riguardano le batterie che sono in gradi di ricaricarsi wireless, senza l'ausilio di veri supporti collegati al nostro apparecchio. Soprattutto negli smartphone di ultima generazione è stata implementata questa idea, con discreto successo.

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Consumo della batteria. Chrome contro Edge, Firefox e Opera

martedì 3 settembre 2019

Sapevi che il tuo browser preferito potrebbe consumare inutilmente la batteria del laptop? È forse tempo di passare da Chrome o Firefox a un browser più attento ai consumi quando non hai a disposizione una presa elettrica? Scopriamolo insieme.

Sovrano indiscusso dei browser desktop, con una quota di mercato che supera ormai il 50%, Google Chrome ha iniziato a rosicchiare pezzo dopo pezzo il trono di Internet Explorer fin dal suo arrivo nel 2008. Le ragioni di tale successo sono facili da capire. Chrome ha un'interfaccia snella e agile, è più facile da utilizzare ed è affidabile.

Ma le cose stanno cambiando. I concorrenti sembrano essere usciti dal lungo letargo. Chrome è cresciuto in maniera incontrollata nel tempo e Microsoft Edge e Firefox hanno recuperato terreno.

Nel corso della scorsa estate Microsoft ha più volte rilasciato dichiarazioni in cui si vantava apertamente del browser incluso nella versione preinstallata di Windows 10 e di quanto fosse più efficiente di Chrome dal punto di vista dei consumi.

Microsoft ha condotto alcuni test che, tuttavia, sono stati contestati dagli altri produttori di browser.

Sia Opera che Chrome hanno subito reagito cercando di sfatare le affermazioni di Microsoft. Ma non lasciamoci distrarre dalla guerra a colpi di diffamazione in corso tra i principali produttori di browser. Cerchiamo invece di scoprire se Chrome sia meglio o peggio dei suoi diretti concorrenti in termini di consumo della batteria. 

Metodologia dei test della batteria per i vari browser
È praticamente impossibile misurare davvero le prestazioni dei browser in maniera scientificamente accurata. Questo perché i siti Web cambiano continuamente, cambiano gli annunci pubblicitari, cambiano le immagini, cambiano gli script, cambiano gli articoli. Per questo motivo noi utilizziamo due test diversi:
·Streaming video: proprio come Microsoft e gli altri produttori di browser, anche noi testiamo la durata della batteria lanciando lo streaming di contenuti Netflix in modalità Full HD a ciclo continuo fino all'esaurimento della batteria. Ciò permette di verificare il consumo di energia dei vari browser durante il download di pacchetti di dati e il rendering video. Questo test si dimostra molto affidabile quando viene ripetuto.
·Simulazione dell'esplorazione Web: per via delle fluttuazioni che caratterizzano la navigazione sul Web, utilizziamo uno script che apre 10 siti molto noti, scorre le pagine fino in fondo, le chiude e le riapre di nuovo dopo una pausa di 30 secondi. Sebbene non sia sicuramente un caso di utilizzo realistico, dato che ognuno di noi utilizza il Web in maniera diversa, questa metodologia offre una discreta impressione di quanto rapidamente i browser consumino la batteria in condizioni estreme e quando devono caricare siti Web in continuazione. Nei nostri test le fluttuazioni hanno prodotto una differenza di 10-20 minuti tra un ciclo e l'altro.

Abbiamo utilizzato le ultime versioni disponibili dei browser: Edge (build 14955 dell'Insider Preview), Google Chrome 56 (canale Dev), Firefox 52 e Opera 41 (Beta).

Per quanto riguarda il computer, abbiamo utilizzato un Microsoft Surface Book.

In circostanze normali, il Surface Book è un vero campione in termini di autonomia, in quanto garantisce 8 ore e mezza di filmati, 10 ore di utilizzo di Office e 2 ore di giochi in 3D fuori casa. Si tratta pertanto di un laptop/tablet ibrido estremamente efficiente sotto il profilo della gestione dei consumi.

Diamo ora un'occhiata ai risultati.

Primo test di durata della batteria: streaming video
I diversi browser mostrano un impatto molto diverso sulla durata della batteria del Surface Book durante la riproduzione in streaming di contenuti video.

Google Chrome ha fatto registrare il maggior impatto sulla durata della batteria, esaurendola dopo 3 ore e 2 minuti. Edge, invece, ha proseguito lo streaming per un'altra ora per un totale di 4 ore e 5 minuti, mentre gli altri due browser si sono piazzati in posizione intermedia.

Lascia piuttosto attoniti rendersi conto che semplicemente scegliendo il browser giusto si possa guadagnare un'intera ora di autonomia.

Secondo test di durata della batteria: apertura continua di siti Web
Anche in questo caso, Edge ha conquistato lo scettro offrendo una durata della batteria superiore a tutti gli altri browser: 5 ore e 18 minuti. Niente male. Stavolta il consumo della batteria fatto registrare da Chrome non è stato male, con 4 ore e 40 minuti di durata totale, con Opera e Firefox distanziati di poco.

Conclusione
Oltre alla durata della batteria, quando si sceglie un browser è necessario considerare molti altri fattori. Sebbene non siano scientifici al 100% a causa delle variazioni della velocità di connessione online e dei contenuti Web, i nostri test puntano chiaramente in una direzione: Edge.

Se utilizzi Windows 10, come sempre più utenti ormai, e il consumo di batteria da parte del browser rappresenta un problema, dovresti utilizzare Edge quando non c'è traccia di prese elettriche nelle vicinanze, anche se sei un fedelissimo di Chrome, Firefox oppure Opera.

In sostanza, i risultati non mostrano una differenza estrema tra il consumo della batteria da parte di Chrome rispetto a Edge o Firefox. Utilizzando Edge non raddoppierai la durata della tua batteria,

ma se avrai bisogno di un'altra ora di autonomia, ora sai che cosa fare.

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4 errori da evitare con la batteria del vostro smartphone

lunedì 26 agosto 2019

La batteria è un componente cruciale in uno smartphone. Mentre aspettiamo che i brand produttori trovino il modo di prolungarne l’autonomia a dovere, vi sono alcuni accorgimenti che possiamo prendere per evitare di comprometterne la durata sul lungo periodo.

Le batterie al litio incorporate nella maggior parte degli smartphone hanno un ciclo di vita di circa due anni ma un utilizzo scorretto può ridurne notevolmente la durata. Ad influenzarne la vita sono principalmente due fattori: le alte temperature e la modalità di carica/scaricamento.

Vi sono però anche delle altre variabili che ovviamente entrano in gioco e, proprio per questo, la degradazione delle batterie al litio non è un processo lineare. Mentre alcuni ricercatori cercano di trovare un degno successore al litio (quelle al sodio sembrano essere delle valide alternative) ecco alcuni accorgimenti che vale la pena considerare.

Evitate di fare surriscaldare eccessivamente lo smartphone
Il calore è uno dei peggiori nemici delle batterie. Assicuratevi quindi che il vostro smartphone non si surriscaldi in modo preoccupante. I surriscaldamenti possono essere motivati da un utilizzo intensivo del dispositivo o dalla semplice esposizione a fonti di calore.

I giochi impegnativi, da un punto di vista grafico, possono generare surriscaldamenti della scocca: se il pannello posteriore si surriscalda leggermente non preoccupatevi, è normale. Se però inizia a scottare chiudete l’app e aspettate che lo smartphone si raffreddi.

In linea generale mantenere basse le temperature dello smartphone, evitando di esporlo alla luce diretta del sole estivo o ad altre fonti di calore, renderà il vostro dispositivo più scattante. Uno degli errori più diffusi è quello di lasciare lo smartphone sul cruscotto della macchina esposto alla luce diretta del sole d'estate, tenerlo vicino ai fornelli mentre si cucina o metterlo in carica all'interno della sua cover.

Non usate lo smartphone durante la carica
Tutti hanno bisogno di riposo, smartphone compresi. Almeno durante la carica lasciatelo vivere serenamente! Non stressatelo giocando ad Asphalt 9, chattando su WhatsApp con i vostri amici o guardando l'ultima puntata di Shameless o ne farete salire la temperatura. Potete continuare a dare uno sguardo veloce alle notifiche o ai messaggi ricevuti senza sottoporlo ad uno sforzo eccessivo.

Fate attenzione alle percentuali di carica
Nel profondo del vostro cuore ogni tanto rimpiangete il vecchio ed indistruttibile Nokia 3310? Basta parlare del passato e concentratevi piuttosto sul vostro smartphone: un'importante regola da tenere a mente è che sarebbe meglio non caricare e far scaricare completamente la batteria dello smartphone.

Alcuni studi, come quello della Battery University o della ResearchGate, hanno evidenziato come scaricare completamente la batteria in modo regolare incida sul ciclo di vita della batteria stessa: si parla di 300-500 cicli di una batteria completamente scarica rispetto ai 1000-2500 cicli garantiti invece da una batteria che viene generalmente caricata quando raggiunge il 20-50%.

L’ideale sarebbe mettere mano al caricabatterie già quando raggiunge il 15 o il 20% e staccarlo quando raggiunge l’80%. Le batterie agli ioni di litio fortunatamente non sono soggette all'effetto memoria (non ricordano quindi la capacità energetica registrata nella precedente carica) ma sul lungo periodo risentono dei bassi voltaggi.

Utilizzate un caricatore adeguato
Prima di tutto vi sconsiglio caricabatteria non originali. Nella confezione di acquisto del vostro smartphone troverete sicuramente un caricatore incluso (generalmente dispongono di connettore di Tipo-C) caratterizzato da uno specifico amperaggio.

Caricare lo smartphone con un caricabatterie diverso da quello incluso nella confezione non farà scattare un meccanismo di autodistruzione, ma è sempre meglio affidarsi al caricatore pensato per quello specifico dispositivo per evitare danni, rallentamenti nel processo di ricarica o pericolosi surriscaldamenti. Oltretutto, qualora il vostro dispositivo supporti la carica rapida, non potrete usufruirne se non con il caricatore in dotazione.

Nel caso non lo abbiate a disposizione, verificate sempre che l'amperaggio del caricatore che state utilizzando corrisponda a quello supportato.

Quali errori siete soliti commettere con la batteria del vostro dispositivo?

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Android, batteria sempre scarica: è colpa di un bug. Come risolvere

sabato 17 agosto 2019

L'ultima versione del Google Play Services presenta delle anomalie che inficiano la durata della batteria: ecco come risolvere

Negli ultimi giorni avete notato un consumo eccessivo di batteria da parte dello smartphone Android? Non siete gli unici, si tratta di un problema generalizzato e segnalato da migliaia di utenti in tutto il mondo. La colpa non è del vostro dispositivo, ma dell’ultimo aggiornamento del Google Play Services, una delle tante app Google presenti sullo smartphone Android e che serve a gestire i servizi legati allo store online di Big G.

A scoprire il bug presente nella versione 18.3.82 del Google Play Services è stato il portale statunitense Android Hacks, dopo aver ricevuto molte segnalazioni da parte degli utenti su un anomalo consumo della batteria da parte dello smartphone. Sono bastati pochi minuti per trovare il colpevole: analizzando le statistiche offerte da Android sul consumo di batteria, in prima posizione era presente proprio il Google Play Services. L’azienda di Mountain View finora non ha rilasciato nessuna dichiarazione ufficiale e neanche una nuova versione dell’app che va a correggere il bug.

In attesa di Google, per risolvere il problema gli utenti hanno trovato due soluzioni alternative: fare il downgrade dell’app, oppure installare la versione beta del Google Play Services. Ecco come fare.

Android, come risolvere il problema del consumo anomalo di batteria
I blogger di Android Hacks hanno trovato una soluzione temporanea per evitare il battery drain dello smartphone Android. Il modo più semplice è effettuare il downgrade del Google Play Services e installare la versione precedente dell’app. Per farlo bisogna scaricare il file APK da un sito affidabile e installare manualmente l’applicazione.

La seconda soluzione è un po’ più complicata: installare la versione beta del Google Play Services. Per farlo è necessario iscriversi al programma beta e scaricare l’app. In questo caso risolveremo il problema del consumo eccessivo di batteria, ma potremo riscontrare altro tipo di disservizi. Infatti, essendo una versione “sperimentale” è normale che ci siano alcuni bug nelle nuove funzioni.

Come controllare quale versione del Google Play Services è presente sullo smartphone
Per capire se il problema del consumo di batteria dipende dal Google Play Services, è necessario controllare la versione dell’app installata sullo smartphone. Farlo è molto semplice: bisogna entrare all’interno delle impostazioni del dispositivo, premere su “App” e poi su “Mostra tutte le app”. Scorrete la lista delle app installate e selezionate “Google Play Services”. Nel box “Dettagli sull’app” troverete il numero di versione del Google Play Services. Il processo potrebbe variare a seconda del modello di smartphone Android.

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Gli smartphone Android con la migliore batteria

mercoledì 31 luglio 2019

Se anche voi ritenete l'autonomia della batteria uno degli aspetti fondamentali nella scelta di uno smartphone, allora continuate a leggere per scoprire quali sono i dispositivi Android più performanti del momento.

Prima di cominciare
I mAh offerti dalle batterie ci permettono di farci un'idea sulle potenzialità dei dispositivi ma poi vi sono altri importanti fattori che entrano in gioco e che influenzano le reali prestazioni. Dimensioni e tecnologia del display, tipo di processore integrato, versione del software e utilizzo del dispositivo sono alcuni di questi. 

Quando testiamo i dispositivi in redazione li sottoponiamo tutti a dei test benchmark specifici. Tra questi vi è anche il PC Mark Battery test che, come il nome stesso suggerisce, mette alla prova le prestazioni della batteria. Come? Simulando i task con cui il dispositivo si trova a fare i conti ogni giorno e misurando il tempo necessario per portare la batteria dall'80 al 20% di autonomia.

Xiaomi Pocophone F1
Sulla carta, la batteria del Pocophone F1 è una delle più grandi che si possano trovare in uno smartphone. La riserva di energia ha ben 4000mAh da offrire, il che è parecchio. Anche nelle difficili condizioni dell'IFA 2017 (in cui lo abbiamo stressato per bene), il Pocophone F1 non si è mai stancato prima di andare a dormire la sera. In condizioni normali, si può arrivare a un giorno e mezzo.

Con un uso meno intenso rispetto al mio solito, il Pocophone F1 ha solo bisogno di essere collegato al caricabatterie ogni due sere. Non mi manca la ricarica wireless, soprattutto perché la ricarica rapida Quick Charge 4.0 è supportata.

Xiaomi Mi Max 2
Il Mi Max 2 offre una batteria di 5300 mAh. Per alimentare l'ampio schermo non poteva essere altrimenti e le prestazioni sono davvero soddisfacenti. I meriti non vanno tutti alla batteria ma anche all'ottimizzazione del software e dei consumi fornita dal processore Snapdragon 625.

Anche sotto un utilizzo intensivo del dispositivo, il Mi Max 2 arriva a fine giornata con un utilizzo intensivo, cioè un utilizzo costante dello schermo per guardare video, chattare su WhatsApp, chiamare, etc.

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Razer Phone 2: perfetto per ore e ore di gioco
Razer Phone 2 eredita la stessa batteria da 4000 mAh del suo antenato che vi aiuterà a superare una giornata di uso regolare con diverse sessioni di gioco. La durata ovviamente può variare in base all'uso. Le impostazioni di Game Booster, Chroma e della frequenza di aggiornamento del display influiscono sul consumo della batteria.

Sony Xperia XZ2: energia da vendere
Lo smartphone giapponese dispone di una batteria di "soli" 3180 mAh. Se confrontato con la concorrenza di Galaxy S9 Plus, Huawei P20 Pro o Google Pixel 3 XL su carta XZ2 non ha speranze. Ma si sa, gli scontri non si vincono sulla carta e a volte i numeri non raccontano la storia completa.

Sony Xperia XZ2 è in grado infatti di un'incredibile resistenza grazie anche alle funzioni software dell'azienda riguardanti il risparmio energetico e la ricarica intelligente tramite USB Tipo C.

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Huawei Mate 20 Pro
Huawei ha aggiunto un'altra manciata di batteria nel suo Mate 20 Pro. Ora troviamo ben 4200 mAh, il 5% in più rispetto al Mate 10 Pro. Questo dovrebbe garantire al Mate 20 Pro una durata della batteria piuttosto buona, con il Kirin 980 che rappresenta il più grande dubbio dal punto di vista energetico.

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È possibile ricaricare sia con il nuovo caricabatterie rapido con una potenza massima di 40 watt (30 minuti di ricarica per ottenere il 70% della batteria) o in modalità wireless fino a 15 watt. Per garantire la sicurezza del tutto, Huawei ha fatto certificare e proteggere la batteria e utilizza la tecnologia di ricarica dal TÜV Rheinland.

Conoscete altri smartphone in grado di garantire le migliori prestazioni della batteria?

Specifiche della batteria

martedì 16 luglio 2019

Per il vostro notebook, potreste avere due, o anche tre scelte. Preparatevi a leggere tre termini comuni riguardanti la batteria: il numero di celle, gli ampere-ora e i watt-ora. Ognuno di questi parametri determina la capacità della batteria, e capirli vi aiuterà nella scelta.

Per esempio, il notebook HP dv4t ha tre scelte per quanto riguarda la batteria:
Standard, sei celle, 2.2 ampere-ora e 47 watt-ora.
Elevata capacità, sei celle, 2.55 ampere-ora e 55 watt-ora.
Estesa, 12 celle, 2.2. ampere-pre e 94 watt-ora.

Anche la batteria a 12 celle è valutata a 2.2. ampere-ora, ma ha un valore di watt-ora superiore rispetto alla batteria a sei celle a 2.55 ampere-ora. Questo perché dispone del doppio delle celle. La matematica di base suggerisce che il numero di celle, assieme al valore di ampere-ora, determinerà il valore watt-ora. Più alto è il numero di celle e/o ampere-ora, più alto sarà il valore in watt-ora risultante. Utilizzate sempre il valore in watt-ora per valutare una batteria.

Alcuni produttori di notebook non permettono di scegliere il tipo di batteria da abbinare ad un nuovo prodotto, lasciandovi solo la possibilità di acquistare una batteria aggiuntiva. Altri produttori, invece, offrono tra le opzioni batterie a tre, sei o nove celle. Consultate il manuale, o il sito web del produttore del vostro notebook per capire quali batterie supporta, e usate i dati delle specifiche tecniche per determinare la capacità della batteria.

Infine, mentre una batteria con più celle si traduce, nella maggior parte dei casi, in una maggiore autonomia, non è detto che sia anche la soluzione più efficiente. Se, per esempio, guardiamo l'offerta HP per il suo notebook dv3t, scopriamo che è disponibile una batteria estesa a nove celle, 2.55 ampere-ora e 83 watt-ora. Come prestazioni, questa batteria è molto vicina al modello a 12 celle del notebook dv4t, ma è più piccola e leggera. Si tratta di vantaggi da tenere a mente quando si confrontano i vari modelli.

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Avete realmente bisogno di una batteria estesa?

giovedì 11 luglio 2019

Prima di tutto bisogna interrogarsi sull'uso che si fa del portatile: lo tenete sempre sul tavolo dove lavorato, collegato alla presa, o lo portate fuori spesso? Quando uscite con il computer, lo usate molto, oppure lo accedente di tanto in tanto, sempre per pochi minuti? Portate solo il computer, o anche molti accessori?

Se non avete ancora un notebook, ma state per acquistarne uno, potete porvi le stesse domande su come pensate di utilizzarlo. Ricordate che se un notebook dispone delle funzioni e del prezzo desiderato, non è detto che offra anche l'autonomia della batteria sperata. Tenete presente anche che le dichiarazioni dei produttori, come su tanti altri aspetti, non andrebbero prese come oro colato. Difficilmente un portatile con otto ore di autonomia dichiarata arriverà davvero a quel valore.

La domanda di base è: quanto tempo intendete utilizzare il vostro notebook lontano da una presa di corrente? Se la domanda è "non molto", o se sapete che nella maggior parte dei posti dove userete il notebook potrete accedere a una presa elettrica, acquistare una batteria dall'autonomia estesa non vi porterà benefici tangibili.

Se, tuttavia, vi capita, o capiterà, di usare il portatile in posti privi di rete elettrica, o volete assicurarvi di poter usare il computer per molte ore, una batteria a capacità estesa può offrire dei vantaggi interessanti.

L'autonomia della batteria dipende da tre fattori : le abitudini d'uso, i componenti del notebook e la batteria stessa.

Attività leggere, come la navigazione web e le applicazioni da ufficio permetteranno di raggiungere un'autonomia superiore a quella ottenibile usando applicazioni multimediali, come la riproduzione di film e i giochi 3D. Le differenze tra questi due scenari potrebbero essere sorprendenti.

Se fate spesso pause durante il lavoro, noterete che l'autonomia aumenta, poiché il notebook entrerà in modalità idle più spesso. Ovviamente, dovrete assicurarvi che le impostazioni di risparmio energetico di Windows siano attivate su "Batteria Max" per ottenere il massimo dalla vostra batteria.

Considerando l'hardware, i componenti di fascia alta non sempre sono la scelta migliore per chi cerca elevata autonomia. Prendiamo la CPU Intel Core 2 Duo: i processori della serie T hanno un TDP di 35 W, ma i processori della serie P, ugualmente veloci, hanno un TDP di 25 Watt. 10 watt in meno (idealmente), sono un chiaro vantaggio per la batteria. Lo stesso vale, a grandi linee, per la scheda grafica.

C'è poi la tecnologia del monitor: se usa la retroilluminazione e LED, userà meno energia rispetto un modello tradizionale. Anche optare per un hard disk basato su memoria flash (SSD), vi aiuterà a risparmiare energia e a guadagnare una manciata di minuti.

Se avete intenzione di sfruttare al meglio ogni minuto di autonomia, dovreste tenere questi fattori in considerazione quando configurate il vostro notebook.

L'autonomia promessa dai produttori è, nella maggior parte dei casi, un'indicazione ottimistica di quanto succederà nella realtà. Ovviamente, ogni produttore tende a pubblicizzarsi al meglio delle proprie possibilità, e quindi cerca di creare sempre le migliori condizioni nella misurazione dell'autonomia dei propri modelli. Non stupitevi se un portatile pubblicizzato per durare otto ore, nella vita reale ne dura due in meno.

Infine, anche se con questa indicazione andiamo oltre lo scopo dell'articolo, la pratica dell'undervolt può aiutare a incrementare l'autonomia della batteria. Effettuare l'undervolt significa abbassare la tensione operativa (il voltaggio) della CPU, così da abbassare il consumo energetico. Alcuni test hanno mostrato che l'undervolt può migliorare le prestazioni della batteria del 25%. Inoltre, è una pratica che non crea danni a livello hardware, anche se abbassare troppo la tensione porta a un'instabilità del sistema. Se volete procedere con questa pratica, assicuratevi di non andare troppo oltre e di testare accuratamente il sistema.

Per il vostro notebook, potreste avere due, o anche tre scelte. Preparatevi a leggere tre termini comuni riguardanti la batteria: il numero di celle, gli ampere-ora e i watt-ora. Ognuno di questi parametri determina la capacità della batteria, e capirli vi aiuterà nella scelta.

Per esempio, il notebook HP dv4t ha tre scelte per quanto riguarda la batteria:
Standard, sei celle, 2.2 ampere-ora e 47 watt-ora.
Elevata capacità, sei celle, 2.55 ampere-ora e 55 watt-ora.
Estesa, 12 celle, 2.2. ampere-pre e 94 watt-ora.

Anche la batteria a 12 celle è valutata a 2.2. ampere-ora, ma ha un valore di watt-ora superiore rispetto alla batteria a sei celle a 2.55 ampere-ora. Questo perché dispone del doppio delle celle. La matematica di base suggerisce che il numero di celle, assieme al valore di ampere-ora, determinerà il valore watt-ora. Più alto è il numero di celle e/o ampere-ora, più alto sarà il valore in watt-ora risultante. Utilizzate sempre il valore in watt-ora per valutare una batteria.

Alcuni produttori di notebook non permettono di scegliere il tipo di batteria da abbinare ad un nuovo prodotto, lasciandovi solo la possibilità di acquistare una batteria aggiuntiva. Altri produttori, invece, offrono tra le opzioni batterie a tre, sei o nove celle. Consultate il manuale, o il sito web del produttore del vostro notebook per capire quali batterie supporta, e usate i dati delle specifiche tecniche per determinare la capacità della batteria.

Infine, mentre una batteria con più celle si traduce, nella maggior parte dei casi, in una maggiore autonomia, non è detto che sia anche la soluzione più efficiente. Se, per esempio, guardiamo l'offerta HP per il suo notebook dv3t, scopriamo che è disponibile una batteria estesa a nove celle, 2.55 ampere-ora e 83 watt-ora. Come prestazioni, questa batteria è molto vicina al modello a 12 celle del notebook dv4t, ma è più piccola e leggera. Si tratta di vantaggi da tenere a mente quando si confrontano i vari modelli.

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Caricare lo smartphone dal computer rovina la batteria?

venerdì 14 giugno 2019

Quando ricarichiamo il nostro telefono ci sono delle piccole accortezze da tenere in considerazione per evitare che la batteria si rovini o vada a perdere in termini di efficienza. Per esempio, è meglio togliere la cover per evitare surriscaldamenti. Ma c’è un dubbio che assale molti utenti: ricaricare lo smartphone dal computer è pericoloso?

A tutti, in ufficio oppure durante le pause tra una lezione e l’altra all’università, sarà capitato almeno una volta di dare un po’ di ricarica allo smartphone sfruttando l’energia di un computer portatile, ma anche di un PC fisso in una biblioteca o a casa. Si tratta di un’operazione a prima vista innocua anche perché alle volte colleghiamo laptop e smartphone non solo per una breve ricarica ma anche per condividere file e documenti. A qualcuno però è sorto un dubbio: vista la differenza di energia prodotta dalla porta USB del computer rispetto a quella del caricabatterie originale, non è che questa operazione di ricarica tramite un PC possa rovinare la batteria dello smartphone?

Ricaricare uno smartphone da un computer
Se avete saputo da un parente o da un amico che ricaricare il telefono attraverso un computer può rovinare la vita della batteria del device, sappiate che si tratta di un falso mito della tecnologia. È vero che l’energia prodotta da un PC per ricaricare uno smartphone collegato è molto più bassa rispetto a quella prodotta da una normale presa di corrente e anche da una power bank. Questo però non significa che la batteria del nostro smartphone sia a rischio. L’unico problema di ricaricare uno smartphone da un notebook è quello di avere una carica molto lenta. In pratica se speriamo di ricaricare in tempi brevi il nostro telefono sfruttando il PC dobbiamo scordarcelo. Anche dopo minuti e minuti di carica vedremo solo un leggero miglioramento della batteria residua.

Lo stesso discorso vale anche se ricarichiamo il telefono dalla presa di corrente di un’automobile. Con questa operazione non faremo niente di grave per la vita della batteria semplicemente la corrente sarà così bassa da ricaricare pochissimo e molto lentamente lo smartphone. Insomma, se colleghiamo con frequenza un telefono a un computer o a un caricatore per auto non dobbiamo preoccuparci non stiamo facendo niente di male, certo per avere una buona ricarica sarebbe più conveniente comprare un caricatore portatile.

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Portatile attaccato alla corrente, danneggia la batteria?

lunedì 28 gennaio 2019

Per chi lavora quotidianamente con un computer portatile c’è un aspetto che ha particolare importanza: l’autonomia del notebook. Ci sono diverse tecniche per migliorare la durata della batteria del laptop, ma la domanda che angoscia molti utenti è: se tengo sempre attaccato alla corrente il computer, rovino la batteria?

Prima di rispondere a questa domanda dobbiamo capire che ogni batteria al litio, non solo quella dei notebook ma della maggior parte dei dispositivi elettronici, ha dei cicli finiti di carica e scarica. Questo significa che una volta raggiunto o superato il numero massimo di ricariche inizieremo ad assistere a una riduzione dell’efficienza della batteria del nostro computer. Un’autonomia della batteria del laptop che dunque diminuirà costantemente nel corso del tempo. Questo fenomeno avviene a prescindere dal tipo di batteria presente sul nostro notebook. Sui portatili al momento vengono usati quasi sempre o le batterie agli ioni di litio o le batterie ai polimeri di litio.

Conviene lasciare il PC sempre attaccato alla corrente?
Se la vostra domanda è: ho lasciato sempre attaccato alla corrente il mio notebook, avrò ridotto la durata della sua batteria? La risposta è no. Una batteria al litio, infatti, non può essere sovraccaricata e danneggiata anche se la si lascia inserita costantemente a una presa di corrente. Questo perché non appena la carica è completa il circuito interno impedisce ulteriori cariche fino a quando non si verifica una caduta di tensione, e cioè fino a quando non stacchiamo la spina. In realtà è molto più pericoloso per la vita della batteria del nostro computer usare il notebook con costanza con la batteria scarica. Il consiglio è quello di attaccare alla presa di corrente il device quando l’autonomia residua scende sotto il 30 o 20%. Far scaricare del tutto, fino allo spegnimento, la batteria del computer è un’operazione sempre sconsigliata. Se fatta con costanza potrebbe ridurre notevolmente l’autonomia del nostro laptop.

Tra le altre eventualità che dobbiamo monitorare per evitare di danneggiare la batteria del laptop troviamo l’alta temperatura e frequenti sbalzi di corrente. In pratica il consiglio è quello di non caricare il computer in una stanza con una temperatura superiore ai 30 gradi e di non farlo utilizzando una linea della corrente poco stabile e soggetta a cadute o sbalzi di tensione. Questi due aspetti possono influire negativamente anche in un breve periodo sulla vita della batteria del nostro dispositivo.

Per avere una carica ottimale gli studi sulle batterie al litio consigliano di staccare dalla corrente il notebook quando la carica arriva al 70-75%. In questo modo infatti è vero che la batteria durerà meno perché non ha raggiunto il 100% ma triplicheremo il numero dei cicli di ricarica alla massima efficienza per la batteria del nostro notebook.

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La carica adatta per una batteria

venerdì 17 agosto 2018

Nonostante le batterie agli ioni di litio non siano soggette a usura materiale (e quindi non durano soltanto per un numero prestabilito di cicli di carica), sono purtroppo soggette a usura nel tempo. La durata media potrebbe aggirarsi intorno ai 2 anni, ma c’è qualcos’altro che porta alla diminuzione di questo ciclo di vita temporale: il caldo.

Ebbene sì, come noi esseri umani, anche le batterie soffrono il caldo dell’estate. Se però noi possiamo trovare un po’ di sollievo dall’afa di agosto vestendoti adeguatamente, altrettanto non si può dire per gli smartphone che non possono beneficiare di tali opzioni. Viene quindi consigliato di caricare il cellulare lontano da fonti di calore: gli smartphone funzionano al meglio se la batteria mantiene un livello di temperatura compreso tra i 16 e i 22° C.  Temperature molto elevate, come per esempio quelle superiori ai 35° C possono danneggiare irreparabilmente la batteria. Ti raccomando quindi di non dimenticare mai lo smartphone in auto, in piena estate. Stai anche attento alle cover di protezione che utilizzi per il tuo smartphone; potrebbero trattenere troppo il calore che produce naturalmente lo smartphone, durante il suo utilizzo.

Ovviamente però non bisogna esagerare, perché nemmeno il troppo freddo fa bene alla batteria al litio del nostro smartphone: con temperature troppo rigide, infatti, la batteria tende temporaneamente a scaricarsi più velocemente.

Controllare lo stato della batteria del computer

giovedì 9 agosto 2018

Quando utilizzate un PC portatile, dovete tenere d'occhio alcuni particolari per farlo funzionare al meglio. Ad esempio, prestate la massima attenzione alla batteria, elemento fondamentale di qualsiasi genere di dispositivo elettronico. Un accessorio del genere può deteriorarsi in maniera progressiva se spesso non risulta collegato ad una presa di corrente elettrica. Nei passi di seguito, vi spieghiamo rapidamente come controllare lo stato della batteria del computer. L'obiettivo è diventato molto più semplice dall'avvento di Windows 10, il più recente sistema operativo di Microsoft. Date un'occhiata alla nostra procedura e mettetela in pratica. Nel giro di pochi minuti, noterete una serie di risultati molto interessanti.

Il primo sistema che vi mostriamo per controllare lo stato della batteria del computer risulta estremamente semplice e rapido. Infatti, dovete soltanto fare clic su questo link. Pochi secondi e dovete scaricare un file, prima di eseguirlo. A questo punto, vi compare un report con tutte le informazioni utili relative alla situazione della vostra batteria. Un metodo molto facile da mettere in pratica, che però può causarvi qualche piccolo problema dal punto di vista della privacy. Di seguito, ecco una valida alternativa per controllare lo stato della batteria del computer, seppur maggiormente elaborata.

La seconda tecnica che vi mostriamo prevede l'apertura del Prompt dei Comandi. Nella barra di ricerca, inserite la scritta CMD e cliccate sul Prompt, andando poi su Esegui come amministratore. Copiate ed incollate la seguente stringa: powercfg/batteryreport/output"C:\battery_report. Html.
Quindi, vi compare un report molto preciso ed approfondito in formato HTML. Potete scoprire i dati principali relativi al vostro personal computer, oltre al numero di serie, alla capacità, al modello, alla quantità di cicli e così via. Dopodiché, arriva il momento del tanto agognato report della vostra batteria. Avete anche la chance di verificare l'eventuale durata di un ciclo di carica, a seconda di quanto utilizziate il PC. Scoprite ancora come controllare lo stato della batteria del computer.

Il terzo e ultimo sistema per controllare lo stato della batteria del computer riguarda direttamente il vostro sistema operativo. I vari aggiornamenti di Windows, infatti, integrano una utility che vi dovrebbe consentire di scoprire tutti i dettagli relativi alla batteria. Tuttavia, la maggior parte degli esperti non consiglia tale metodo perché considerato alquanto approssimativo. Infatti, in realtà non vi appaiono molte delle principali informazioni. Di conseguenza, vi suggeriamo di affidarvi ad una delle due tecniche precedenti. In questo modo, la vostra batteria potrà avere un'autonomia ancora molto lunga e soddisfacente!

Caricare lo smartphone tutta la notte danneggia la durata batteria?

lunedì 23 luglio 2018

Molti utenti credono che ricaricare di notte il telefono o portarlo al 100% possa danneggiare l’autonomia del device, ma si tratta di un falso mito.

14 Novembre 2017 – Molti utenti sono terrorizzati dal progressivo deterioramento della batteria del proprio smartphone. Dopo alcuni mesi o anni è normale notare un calo dell’autonomia del nostro telefono. Le cause sono molteplici, ma per alcuni il motivo principale sono i lunghi cicli di ricarica. Ma sarà davvero così?

Molti utenti evitano di ricaricare lo smartphone la notte. In passato, infatti, i produttori e gli esperti di tecnologia ci hanno convinto che i telefonini potevano avere un calo nelle prestazioni se lasciati per troppe ore attaccati alla corrente elettrica anche dopo aver raggiunto la carica completa della batteria. Su diversi forum e sui siti specializzati di cellulari alcuni utenti sconsigliano di ricaricare lo smartphone al 100%. Questo sarebbe una delle cause principali del deterioramento della batteria. In realtà questi commenti non sono applicabili ai telefoni di oggi. Perciò la risposta è no, ricaricare il device la notte o portarlo al 100% non diminuirà l’autonomia della batteria.

Vita della batteria
In passato i telefoni cellulari non avevano nessun sistema di riconoscimento del completamento della carica. Questo significava che una volta raggiunto il 100% la corrente continuava a sovraccaricare la batteria deteriorandola. Al giorno d’oggi qualsiasi smartphone, anche quelli di fascio medio-bassa, sono dotati di software intelligenti che “bloccano” l’energia elettrica in entrata una volta raggiunta la carica completa. Molti esperti di tecnologia hanno rassicurato più volte i consumatori: i lunghi cicli di ricarica ormai non sono più un grosso problema per la batteria.

Migliorare le prestazioni
È vero però che per avere delle prestazioni migliori potremo non ricaricare ogni volta il telefono al 100%. Secondo diversi studi uno smartphone rende al meglio, in termini di autonomia, se la batteria resta costantemente tra il 30% e il 90%. In pratica ricaricare il device al 100% non lo rovinerà, semplicemente però, anche se sembra assurdo, tenerlo costantemente mezzo carico, ne aumenterà l’autonomia.

Riparare L’Errore “Batteria Collegata Ma Non In Carica” Nel Computer Portatile

lunedì 9 luglio 2018

Se accendendo il computer e collegandolo alla rete elettrica, notate in basso a sinistra l’icona della batteria vuota e avvicinando il mouse appare la scritta “Collegata ma non in carica”, si può procedere a risolvere da soli il problema o andare in un centro assistenza. Questo problema non dipende nè dal software nè dal tipo di sistema operativo che usiamo.
Molti portatili hanno un sistema di protezione che blocca la ricarica delle batterie quando capita che la batteria si scarichi completamente fino allo 0% e quindi il computer si arresta senza chiudere correttamente la sessione di lavoro in corso. Al riavvio, in basso a destra sull’icona della batteria, appare la scritta “Collegata ma non in carica”.
Per sbloccare questo sistema di protezione della batteria bisogna a pc spento togliere la batteria ed accendere il computer con l’alimentazione elettrica. Dopo qualche minuto spegnerlo, ricollegare la batteria ed accenderlo nuovamente. Adesso il problema dovrebbe essere risolto e la carica dovrebbe ripartire.
Se eseguendo la procedura precedentemente descritta il problema persiste sempre, allora procediamo a testare la batteria del nostro portatile tramite un piccolo software (battery check), che potrete scaricare liberamente da internet, il quale effettuerà il test della vostra batteria e vi indicherà se è da sostituire o no. Se è da sostituire, cambiatela il più presto possibile.

5 consigli per una lunga durata della batteria

martedì 12 giugno 2018

Con schermi sempre più grandi e una crescente richiesta di potenza, la batteria è diventata una delle caratteristiche più importanti per ogni smartphone moderno, oltre che per tablet e portatili. Quando e quanto ricaricare, come evitare il famigerato “effetto memoria” e come far durare a lungo la batteria del resto sono argomenti dibattuti da anni e che talvolta sconfinano quasi nell’alchimia o nella leggenda metropolitana. Cerchiamo dunque di fare chiarezza attraverso alcuni semplici consigli di manutenzione, consci del fatto che un buon power bank rimane il miglior amico dell’uomo, soprattutto in vacanza. Ovviamente stiamo parlando solo del lato hardware, per quanto riguarda il software è sempre bene controllare se ci sono troppi programmi che dietro le quinte mostrano un eccessivo consumo di energia.

Quando ricaricare
agli ioni di litio durano più a lungo se si evita di scaricarle completamente o caricarle eccessivamente. Una ricarica del 100% non sarà fatale, ma se diventa un’abitudine potrebbe accorciarne di molto il ciclo vitale. Per prolungare l’esistenza della batteria, la soluzione consigliata è mantenerla sempre tra a un livello tra il 30% e l’80%, evitando di scendere sotto il 20%. L’ideale sarebbe cercare di stare sempre attorno al 50% con piccole ricariche giornaliere.

Quando ricaricare completamente
La ricarica completa della batteria non è sempre un male, anzi, una volta al mese rappresenta il modo più efficace per ricalibrarla da zero e mantenerla in salute. Il suggerimento in questo caso è di far scaricare completamente il telefono per poi effettuare una lunga ricarica. Lo stesso principio può essere applicato ai portatili, attenti solo a non ricaricare le batterie troppo a lungo.

Le ricariche notturne
Chiunque possieda uno smartphone è abituato a ricaricarlo almeno una volta al giorno, solitamente la sera prima di andare a letto. Certo i telefoni moderni smettono di immagazzinare energia quando la batteria è piena, tuttavia sarebbe meglio non lasciarli collegati per lunghi periodi all’alimentatore dopo aver ultimato la ricarica. La controindicazione in questo caso è rappresentata dalla temperatura, che potrebbe salire parecchio qualora il dispositivo restasse collegato tutta la notte col serio rischio di danneggiare la batteria. Per la stessa ragione sarebbe meglio non esagerare con le ricariche veloci.

L’effetto memoria
Con questo nome si indica quel fenomeno che porta le batterie a “ricordare” la loro autonomia media se non vengono scaricate completamente di frequente. In teoria dunque una batteria che non supera mai più dell’80% e non scende mai sotto il 30% rischierebbe di perdere tutta l’energia che sta prima e dopo questo intervallo.

Tranquilli però perché anche se l’effetto memoria esiste, riguarda solo le vecchie batterie al nickel (NiMH e NiCd), quindi nessuna di quelle installate oggi in un dispositivo portatile. Anzi, in questo caso vale esattamente il contrario: non bisogna mai farla scaricare del tutto né caricarla troppo, se non una volta al mese.

Conservare una batteria
Ricapitolando, le batterie Li-ion agli ioni di litio non amano né le temperature eccessive né rimanere a secco per molto tempo. Fate quindi in modo di non conservare il vostro dispositivo in luoghi troppo caldi o troppo freddi, come il cruscotto di un’auto o la vostra borsa sotto il sole d’agosto. Considerate che una batteria consuma tra il 5% e il 10% al mese anche se non viene utilizzata e che potrebbe non essere più in grado di immagazzinare energia se resta completamente scarica per lunghi periodi. Questo ovviamente è un discorso che non vale tanto per il telefono che usate abitualmente, ma per navigatori satellitari, batterie esterne, vecchi smartphone, tablet, e-reader e tutti quegli oggetti che non usiamo e quindi ricarichiamo con regolarità.