Brutta sorpresa per alcuni utenti di Windows 10 che usano gli antivirus di AVG e di Avast, o che hanno dispositivi dotati di scheda di rete Wi-Fi prodotta da Qualcomm: non è più possibile aggiornare il sistema operativo.
Microsoft, infatti, ha introdotto dei blocchi che impediscono, in determinati casi specifici, l’update alle versioni 1903 e 1909 di Windows 10 (cioè il “May Update” e il “November Update“). La stessa Microsoft spiega che si tratta di una limitazione introdotta per ragioni di sicurezza: “Per proteggere la tua esperienza durante l’upgrade, abbiamo applicato una sospensione all’installazione di Windows 10 versione 1903 e 1909 sui device con certe versioni di antivirus Avast e AVG, fino a quando le applicazioni non vengono aggiornate“. Ma di cosa si tratta? Perché Microsoft non permette di aggiornare Windows 10 se hai un antivirus Avast o AVG? E perché anche sui dispositivi con scheda Wi-Fi di Qualcomm?
Antivirus e Windows 10: chi non può fare l’upgrade
Gli aggiornamenti di Windows non sono bloccati su tutti i PC con un antivirus di Avast o di AVG (che dal 2016 sono tra l’altro praticamente uguali, visto che Avast ha comprato AVG). Solo alcune versioni più vecchie causano il blocco: AVG Ultimate 19.5, AVG Internet Security 19.5, AVG Antivirus Ferr 19.5, Avast Premium Security 19.5, Avast Premier 19.5, Avast Internet Security 19.5 e Avast Free Antivirus 19.5. A queste si aggiungono tutte le versioni precedenti alla 19.5 di ognuno di questi prodotti. L’aggiornamento di Windows 10 è bloccato in questi casi per imprecisati motivi di sicurezza. Chiunque abbia uno di questi antivirus, quindi, dovrà prima aggiornarlo ad una versione recente (cosa comunque sempre consigliata) e solo dopo potrà completare l’aggiornamento di Windows 10.
Windows 10 non si aggiorna se hai il Wi-Fi Qualcomm
Un messaggio, ed un blocco degli aggiornamenti di Windows 10, è stato imposto da Microsoft anche nel caso in cui sul dispositivo sia presente un chip Qualcomm per il Wi-Fi con un driver non aggiornato. In questo caso è impossibile persino installare la versione 1809 del sistema operativo (l'”October Update 2018“). In questo caso non ci sono motivi di sicurezza ma di compatibilità: con i vecchi driver e le nuove versioni di Windows l’utente potrebbe sperimentare la perdita del segnale Wi-Fi.
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Utilizzi un antivirus? Microsoft blocca l'aggiornamento di Windows 10
lunedì 16 dicembre 2019
Windows 10, addio al Wi-Fi: a rischio le connessioni senza fili
lunedì 9 dicembre 2019
Chi a casa ha ancora un modem Wi-Fi di vecchia generazione potrebbe essere presto costretto a comprarne uno nuovo: Microsoft ha infatti annunciato che a breve smetterà di supportare le reti Wi-Fi protette dagli standard di crittografia WEP e TKIP.
A partire da una versione non ancora specificata, Windows 10 si rifiuterà di connettersi ad una rete del genere perché, ricorda Microsoft non senza ragioni, il WEP e il TKIP sono standard di crittografia vecchi, insicuri e ampiamente noti dagli hacker di tutto il mondo. Microsoft, in pratica, imporrà agli utenti che vogliono connettersi ad una rete tramite un computer con Windows 10 di avere un modem/router dotato di cifratura AES, cioè compatibile con gli standard WPA2 e WPA3. Quest’ultimo è recentissimo: è stato rilasciato dalla Wi-Fi Alliance a fine 2018 e, a partire dal 2019, sono arrivati sul mercato i primi dispositivi compatibili certificati.
Perché Windows abbandona WEP e TKIP
Microsoft Windows 10, già dal May Update di maggio 2019, se rileva una rete protetta con WEP o TKIP avverte l’utente: “Questa rete non è sicura“. E, in effetti, non lo è: il WEP (Wired Equivalent Privacy), ad esempio, è uno standard che risale al 1999 e usa una crittografia con chiave a 64 bit. Il TKIP è di poco successivo e solo leggermente più evoluto. I recenti standard WPA, invece, usano chiavi a 128 o 256 bit, cioè molto più lunghe e quindi molto più difficili da “indovinare” per i software usati dagli hacker. Il fatto che il WEP non sia sicuro, tra l’altro, non è una ipotesi ma una certezza. Persino l’FBI nel 2005 (cioè 15 anni fa!) ha dimostrato che è possibile violare una rete protetta con lo standard WEP in pochissimi minuti.
Saremo tutti più sicuri?
Meno device insicuri ci sono in giro e più cresce la sicurezza anche per i device ritenuti sicuri. Sembra un gioco di parole, ma è la verità: ogni dispositivo attaccabile da un hacker o infettabile con un virus può diventare un focolaio di infezione per molti altri. Togliere di mezzo le connessioni WEP e TKIP, quindi, è certamente una buona notizia. Ma non vuol dire che, d’ora in poi, saremo inattaccabili. Pochi mesi fa, a maggio, il Computer Emergency Response Team (CERT) del Ministero dello Sviluppo Economico italiano ha comunicato ufficialmente che “sono state identificate numerose vulnerabilità nella progettazione e nelle implementazioni del protocollo WPA3“. A pochi mesi dal suo debutto, quindi, anche il WPA 3 è vulnerabile. Ma stiamo parlando di vulnerabilità ben diverse: oggi anche un hacker alle prime armi è in grado di forzare una rete WEP, mentre solo un cybercriminale esperto può cimentarsi nel tentativo di violare lo standard WPA 3.
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Ibernazione: come attivarla automaticamente quando l'autonomia risulta ridotta
lunedì 12 agosto 2019
Fare in modo che Windows attivi l'ibernazione del sistema allorquando l'autonomia della batteria dovesse scendere sotto il livello critico.
La procedura di ibernazione consente di memorizzare lo stato corrente del sistema e tutto il contenuto della memoria volatile all'interno di un file, chiamato hiberfil.sys). Il vantaggio è che dopo l'avvenuta ibernazione del PC, al successivo avvio della macchina, sarà possibile ripristinare la precedente sessione di lavoro in maniera molto veloce riprendendo il lavoro laddove lo si era lasciato: si troveranno in esecuzione gli stessi programmi, le stesse applicazioni, si ritroveranno aperti i file sui quali si stava lavorando, le finestre appariranno nelle medesime posizioni e così via.
Stranamente, nelle ultime versioni di Windows la funzionalità di ibernazione non è più presente nel menu principale - richiamabile dal pulsante Start - che consente di spegnere e riavviare la macchina.
Nell'articolo Ibernazione Windows 10, ecco come aggiungerla abbiamo visto come ripristinare la modalità ibernazione in Windows 10 (la stessa procedura è applicabile in Windows 8.1).
Agendo sulle Opzioni risparmio energia del sistema operativo (premere Windows+R e digitare powercfg.cpl) si può fare in modo di associare la pressione del pulsante di alimentazione del PC o la chiusura dello schermo nel caso dei notebook all'attivazione dell'ibernazione (voci Specifica cosa avviene quando si preme il pulsante di alimentazione, Specifica comportamento pulsanti di alimentazione e Specificare cosa avviene quando viene chiuso il coperchio nella colonna di sinistra).
In Windows 10 Microsoft ha puntato tanto su Avvio rapido, una funzionalità che prevede il ripristino automatico delle applicazioni in uso durante la precedente sessione di lavoro dopo un riavvio o uno spegnimento del PC.
Non è però la stessa cosa dell'ibernazione e le differenze sono marcate: ne abbiamo parlato nell'articolo Spegnere Windows 10 non equivale a un riavvio del sistema: ecco perché spiegando anche come evitare il ripristino di applicazioni e finestre aperte dopo il riavvio o lo spegnimento della macchina.
Facendo riferimento alle indicazioni riportate nell'articolo Bloccare Windows quando il sistema non è utilizzato, consigliamo di assicurarsi che Windows chieda sempre di effettuare il login (con l'inserimento della password) ogniqualvolta ci si allontana dal sistema in uso.
Come fare in modo che Windows attivi automaticamente l'ibernazione quando l'autonomia della batteria cominciasse a scarseggiare
Con i dispositivi portatili è possibile fare in modo che il sistema operativo si ponga automaticamente in ibernazione nel momento in cui l'autonomia della batteria dovesse scendere al di sotto di un livello critico. In questo modo il sistema operativo salverà tutti i dati insieme con lo stato della sessione di lavoro e nessuna informazione andrà persa.
Per procedere in tal senso, basta accedere alla finestra Opzioni risparmio energia vista in precedenza, scegliere Specifica impostazioni di disattivazione dello schermo dalla colonna di sinistra quindi fare clic su Cambia impostazioni avanzate risparmio energia.
Nell'elenco si dovrà individuare la voce Batteria, selezionarla e cliccare su Operazione per batteria quasi scarica. Se l'azione Iberna non fosse impostata sia per Alimentazione a batteria che per Alimentazione da rete elettrica, suggeriamo di selezionare tale voce, così come in figura.
Per impostazione predefinita l'ibernazione automatica avverrà quando l'autonomia della batteria dovesse scendere sotto il 5%.
Quando la batteria è in esaurimento (ovvero, per default, al 10%), Windows mostra un avviso indicando all'utente l'opportunità di collegare prima possibile il dispositivo a una sorgente di alimentazione.
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Aggiornamento Windows 10, problemi con alcuni monitor
martedì 16 luglio 2019
A quanto pare molti utenti Microsoft hanno riscontrato un bug in grado di interferire con le impostazioni del colore e la calibrazione di alcuni monitor in seguito all’installazione dell’aggiornamento Windows 10 May 2019 Update. L’azienda di Redmond recentemente ha provato a risolvere il problema rilasciando un ulteriore aggiornamento ma l’intervento non è riuscito a correggere l’errore.
Come confermato dai forum Nvidia e Reddit, nonché dal costruttore di monitor di alta gamma Eizo, il bug riproduce i colori in maniera falsata e genera delle righe verticali a gradazione cromatica. Al momento Eizo sconsiglia di utilizzare un PC con installato Microsoft Windows 10 May 2019 Update, soprattutto se si devono utilizzare programmi per l’editing fotografico. Microsoft ha dichiarato che la recente patch KB4501375 rilasciata per Windows 10 May 2019 Update ha sistemato i problemi della gestione dei colori, ma il problema persiste per certe GPU, come sottolineato sul forum Nvidia.
Windows 10 May 2019 Update: come provare a risolvere
Sembra però esistere una procedura alternativa che potrebbe risolvere il problema utilizzando una funzione che può essere attivata tramite il Pannello di Controllo. Il trucco è stato suggerito da Windows Latest e consiste nell’aprire il Pannello di Controllo (utilizzate Cortana per trovarlo all’interno del PC), cliccare due volte per accedere alla Libreria del Pannello di Controllo, doppio click su Microsoft e ancora doppio click su Windows. A questo punto occorre individuare la voce WindowsColorSystem e, all’interno della finestra della Calibrazione visualizzata sulla destra, associarle un Trigger. Dopodiché è necessario disabilitare le voci “Al Log in” e “All’accesso della sessione dell’utente”. Ora è possibile riavviare il PC affinché le modifiche divengano operative. Questa operazione dovrebbe risolvere il bug e permettere una corretta visualizzazione dei colori sul monitor.
Windows 10 May 2019 Update: problemi anche alle VPN?
Come riportato da DisplayCal, il bug di Windows 10 May 2019 ha colpito anche applicazioni dedicate alla calibrazione di terza parte sembrerebbe interferire anche con alcune connessioni VPN. Si tratta di un problema che concerne la stessa patch KB4501375, ma fortunatamente si tratta di un errore che l’utente VPN medio non dovrebbe riscontrare.
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